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il pentolone del racconto di Milano Eventi di mercoledì 12 ottobre. Taac!


Villa Necchi Campiglio alla Mondrian
Villa Necchi Campiglio alla Mondrian

Milano oggi ribolle come un pentolone di suoni, parole, immagini e luci che si inseguono da un angolo all’altro della città, tra club pieni, teatri accesi e mostre che fanno pensare e sorridere. La serata si accende subito con Turnstile all’Alcatraz, una scarica di energia pura che scuote le pareti, mentre sul palco degli Arcimboldi risuona la voce intensa di Shablo agli Arcimboldi e al Fabrique la scena si colora con La Niña al Fabrique. Nello stesso momento all’Arci Biko si danza e si pensa con il ritmo jazz-hip hop di Kassa Overall all’Arci Biko, mentre al Legend l’energia si fa più ruvida con Bob Mould al Legend e tra le mura della Società dei Concerti torna la grazia di La pianista Alexandra Dovgan torna alla Società dei Concerti. Nel frattempo, tra un applauso e l’altro, si ascolta la storia e la grinta di Cimini e si chiacchiera di vita, scelte e conti in sospeso con “Money – Il bilancio di una vita“ con Joe Bastianich.

Poco distante, tra i tavoli del Camparino, Milano festeggia se stessa con 110 anni di Camparino in Galleria, e nei teatri la parola prende forma con Teatro Strehler: Riccardo III e l’opera continua il suo incanto con “Così fan tutte“. Restando tra note e palcoscenici, il pubblico si emoziona con la potenza di “Serata Forsythe – The Blake Works“ alla Scala e si commuove con la dolcezza teatrale de L’angelo del focolare, mentre la leggerezza e l’ironia si rincorrono con Il vedovo.

Scivolando indietro di qualche giorno, la città ha respirato l’avanguardia di Oltre il futurismo, si è fermata davanti alla fragilità delle forme in Quando l’essenziale è invisibile e ha riscoperto la grazia del racconto con La bella mai addormentata. Poi le parole si sono fatte memoria e libertà con “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini” e “Apriamo le gabbie“ a Pacta Salone, due appuntamenti che hanno unito poesia, arte e impegno civile.

La stessa energia ha attraversato Formae. Mostra collettiva, le fotografie e le riflessioni di Wild. Chi ricorda Edward Snowden? e la coralità creativa di Bianco. Mostra collettiva. Intanto Milano ha continuato a raccontare la musica e la scena teatrale, tra le voci di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, le risate di Teatro Carcano: Ciarlatani e la profondità del ricordo con Un bès – Antonio Ligabue.

Tra sale e platee si è tornati alla Scala con La Fille du régiment torna alla Scala, si è entrati nei musei con Domenica al Museo e si è navigato tra immagini e parole in Città. Voci e visioni, mentre la luce di Frangi. Nobu at Elba Redux ha continuato a riflettersi in forme nuove e contemporanee.

Milano, come sempre, intreccia il passato e il presente con Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum, la classicità di Lorenzo Lotto. Natività e il segno luminoso di Pino Pinelli. Disseminazione Sacra. Ma c’è spazio anche per il design e la scienza, con La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida e Fondazione Luigi Rovati, per la ricerca e la poesia con Fondazione Maria Cristina Carlini, per la memoria storica con Brueghel all’Ambrosiana e per la materia viva di Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni.

Scendendo ancora si attraversano stanze e corpi con Attraverso le stanze, si incontrano visioni e miti con Tra mito e modernità e si ascolta la voce dell’acqua in Jorge Cavelier. Il canto dell’acqua. Poi la città torna a guardare la pittura contemporanea con Godwin Champs Namuyimba, l’astrazione materica di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e la delicatezza artigianale di Connessioni, la nuova mostra del Muba.

Ci sono poi gli sguardi femminili e le forme che parlano, da Valentina Berardinone. Silent Invasion a Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, fino alla forza concettuale di Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione e all’ironia contagiosa di Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale.

E quando la notte scende, tra installazioni luminose, note e parole, resta l’impressione netta di una città che non smette mai di cambiare pelle: un mosaico di storie, musica e visioni che ogni giorno, ogni sera, torna a reinventarsi. Milano è tutta qui — viva, infinita, piena di cose da scoprire.


Taac!

 
 
 

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