Il racconto immaginifico di cosa fare oggi a Milano, lunedì 1° dicembre. Taac!
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- 1 dic 2025
- Tempo di lettura: 8 min

Coez al Forum è proprio il classico appuntamento che ti immagini come grande chiusura di stagione: il Forum pieno, la folla che si muove all’unisono, luci, ritornelli conosciuti a memoria e quell’energia che ti accompagna anche dopo il concerto, mentre esci verso la metro con ancora la voce un po’ roca. Poco prima, la serata milanese si accende di eleganza con Il flauto di Paolo Taballione per le Serate Musicali, un appuntamento più raccolto ma intenso, dove ti siedi e ti lasci portare dalla precisione cristallina del suono, perfetto per chiudere la giornata con calma e concentrazione, mentre Luca Ciammarughi in recital agli “Incontri Musicali” aggiunge un altro tassello a questo clima di ascolto attento, pianoforte e riflessione, con il pubblico che segue ogni sfumatura come se fosse un racconto confidenziale.
Nel cuore della città, la musica contemporanea trova il suo spazio con Isabel Mundry chiude “Sound of Wander”, un percorso di suoni e sperimentazioni che non punta alla melodia facile ma alla curiosità, al piacere di ascoltare qualcosa di diverso, e il viaggio prosegue anche con l’altro appuntamento dedicato alla stessa autrice, Isabel Mundry chiude “Sound of Wander”, come se il progetto si specchiasse in due serate gemelle, tra sale raccolte e pubblico attento, mentre nel circuito più elettronico e visionario si inserisce Polygonia & Scanner a “Inner_Spaces”, dove l’esperienza è tutta fatta di bassi, atmosfere rarefatte e luci scure, pensata per chi ama i set che ti ipnotizzano più che farti cantare. Sul fronte cinema, I film del Noir inFestival 2025 portano in città un programma di proiezioni fitte di atmosfere cupe, detective, ombre e vicoli, un modo perfetto per infilarsi in sala e uscire con in testa trame intricate e protagonisti ambigui.
Scendendo leggermente indietro, si entra nella zona in cui teatro, installazioni e grandi eventi popolano i capannoni e gli spazi industriali: “Milano Whisky Festival & Rum Show” da Base riempie gli spazi con banchi d’assaggio, bottiglie, chiacchiere su aromi e invecchiamenti, tra appassionati che confrontano note affumicate e sentori di vaniglia, mentre al Mercato Isola “Remira Market” al Mercato Isola trasforma le corsie in un piccolo paradiso di bancarelle, abiti, accessori, oggetti particolari da scovare con calma. In uno spazio ancora più teatrale e sperimentale, “Sons: Ser o No Ser”: la Fura dels Baus alla Fabbrica del Vapore porta la firma inconfondibile di una compagnia che lavora tra fisicità estrema, immagini forti e suoni avvolgenti, e nello stesso periodo Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo mette a confronto due città, due modi di immaginare la stessa stagione artistica, tra statue, dipinti, sale luminose e un’atmosfera quasi sospesa.
Nel buio raffinato della sala, “L'incanto: the Touch of Pupi Avati” celebra uno sguardo preciso sul cinema italiano, fatto di memorie, malinconie e piccoli dettagli di provincia, mentre poco distante Ludovico Einaudi con “Echoes from The Summer Portraits” torna al Dal Verme riempie la platea con quella luce soffusa da grande concerto pianistico, minimalista ma potente, con il pubblico immerso in un ascolto quasi meditativo. Sul fronte del teatro di parola, Teatro Elfo Puccini: Venivamo tutte per mare dà voce a storie collettive e a una coralità di personaggi che sembrano emergere dalle onde, mentre la cinefilia più rigorosa trova casa con Claude Chabrol: maestro del noir, un omaggio a uno sguardo lucido e implacabile sulle dinamiche umane. Nei circuiti espositivi contemporanei, Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova costruiscono un dialogo fatto di tele, segni e installazioni, mentre la fotografia d’autore trova il suo spazio in Photo Grant di Deloitte 2025, con progetti selezionati che raccontano il presente con sguardi diversi, tra reportage, ricerca e sperimentazione.
Risalendo ancora, tra teatro e grande narrazione popolare, Teatro Manzoni: Perfetti sconosciuti porta in scena una storia che il pubblico conosce ma che in versione teatrale acquista nuove sfumature, con il gioco dei cellulari, dei segreti e delle amicizie messe alla prova, mentre I Giochi Olimpici. 3000 anni di storia accompagna chi entra in mostra lungo un viaggio che parte dallo sport antico e arriva alle competizioni moderne, tra immagini, oggetti e racconti. Le sale espositive della città ospitano anche India. Di bagliori e fughe, che gioca con i colori, le luci, gli spostamenti e le atmosfere di un subcontinente sterminato, mentre nei luoghi dedicati alla promozione turistica Trentino Unexpected mette in vetrina una regione fatta di montagne, boschi e sapori, raccontata attraverso immagini, installazioni e magari qualche degustazione. In un contesto più intimo e familiare, Ritratto di Famiglie guarda alle relazioni domestiche, ai legami, alle pose davanti all’obiettivo, mentre al Pacta Salone: La fattoria degli animali riprende una grande allegoria politica trasformandola in teatro, con animali che parlano e uomini che forse si riconoscono.
La città continua a oscillare tra pittura e filosofia con Gillo Dorfles. Ibridi e Personaggi, un percorso che intreccia segni grafici, figure quasi ironiche e riflessioni sulla cultura visiva, mentre le sale espositive dedicate all’arte figurativa accolgono Jack Vettriano, con i suoi personaggi sospesi, le scene eleganti, le atmosfere suggestive da cinema in technicolor. In ambito installativo e contemporaneo, Chiharu Shiota. The moment the snow melts propone intrecci, fili, strutture immersive che avvolgono lo spettatore in ambienti dove il tempo sembra cambiare consistenza, mentre tra musica e racconto personale Profondamente Damiano appare come un momento dedicato a un artista e alla sua storia, in un formato che può essere concerto, monologo o una via di mezzo. Nel frattempo Mario Ceroli. Teatro domestico trasforma lo spazio espositivo in una sorta di palcoscenico fatto di sagome, legni, figure che sembrano pronte a muoversi, mentre ai Giardini I. Montanelli Villaggio delle meraviglie crea una piccola bolla di atmosfere festive, con giostre, luci e casette che fanno subito pensare alle vacanze.
Per chi ama la fotografia naturalistica, Wildlife Photographer of the Year è l’occasione per farsi travolgere da immagini di animali, paesaggi estremi e dettagli della natura colti in modo magistrale, mentre Storie Nascoste nella Cucina degli Anime mescola cultura pop, fumetto e cibo, giocando sulle ricette e sulle ambientazioni delle serie animate, tra piatti iconici e riferimenti che strappano sorrisi a chi riconosce subito le citazioni. In ambito pittorico e installativo Yuji Mizuta. Simulacrum lavora sull’idea di immagine, copia, rappresentazione, mentre Si combatteva qui! Italia 1943-1945 riporta l’attenzione alle memorie della guerra, con foto, documenti, testimonianze che raccontano un periodo durissimo e cercano di renderlo vicino alle generazioni che non l’hanno vissuto. Tra i percorsi dedicati all’arte del secolo scorso, Oltre il futurismo. mostra cosa è successo dopo l’esplosione delle avanguardie, come quei linguaggi si siano trasformati e abbiano continuato a influenzare le ricerche successive, mentre, sul fronte cinematografico, “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini” rende omaggio a un autore che ha segnato profondamente l’immaginario italiano.
Dentro gli spazi espositivi della città, Formae. Mostra collettiva riunisce artisti diversi attorno al tema della forma, con tele, sculture, lavori installativi che dialogano fra loro, mentre l’iniziativa Domenica al Museo invita tutti ad approfittare di ingressi facilitati per scoprire collezioni permanenti e mostre temporanee. In un clima più giocoso e concettuale, Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante immagina un dialogo contemporaneo con un gigante del passato, tra parole, immagini, invenzioni, mentre nel circuito delle gallerie Frangi. Nobu at Elba Redux tesse un racconto visivo fatto di paesaggi, memorie e interpretazioni personali. La città stessa diventa protagonista in Città. Voci e visioni, dove scorci urbani, suoni e storie si mescolano in un racconto corale, mentre Igor Eškinja. I segni della Creazione invita a guardare i dettagli minimi, gli indizi visivi che spesso si perdono nella fretta.
Nel percorso delle grandi mostre, Lorenzo Lotto. Natività riporta in primo piano un capolavoro carico di spiritualità e dettagli pittorici raffinatissimi, mentre Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum affronta un tema delicato, raccontando come la spiritualità e il conflitto si siano intrecciati in epoche diverse. Più indietro nel calendario, I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità raduna tre figure fondamentali della cultura iberica, mettendo in dialogo i loro linguaggi e mostrando come la loro influenza sia arrivata fino al presente, mentre al Menotti Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936” unisce racconto sportivo, memoria storica e teatro di narrazione, con il pubblico che segue la voce del protagonista come si seguirebbe una partita fondamentale. Nel frattempo, al Mudec, Mostra “Escher” al Mudec porta in città scale impossibili, figure che si rincorrono e prospettive che confondono, una festa per gli occhi e per la mente.
Proseguendo a ritroso, la città ospita Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, dove il gesto pittorico si frammenta in elementi che occupano la parete come una costellazione, Fondazione Luigi Rovati continua a proporre un dialogo tra archeologia, arte antica e contemporanea dentro uno spazio museale curatissimo, e Le Sale dei Lombardi permettono di immergersi nel patrimonio storico di una stagione artistica che ha lasciato tracce importanti in città. Fuori Milano, Casa Macchi. A Morazzone apre le porte a un luogo che sembra fermo nel tempo, con arredi, stanze e oggetti che raccontano una vita quotidiana di altri anni, mentre la collezione moderna e novecentesca viene riportata in primo piano con La Collezione Gianni Mattioli. In ambito museale, La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida offre l’occasione di scoprire uno spazio spesso poco conosciuto, accompagnati da chi ne conosce la storia, mentre Fondazione Maria Cristina Carlini porta avanti un lavoro legato alla scultura e alla ricerca contemporanea.
Più indietro ancora si incontrano Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, che mette al centro il fare artistico, il movimento della mano, il tempo dello studio, e Dalla Velasca alla Velarca, che collega la città a un’architettura galleggiante sul lago, invitando a uscire dal centro per andare a vedere un pezzo di storia del design direttamente sull’acqua. A Brera I busti di Canova a Brera offrono la possibilità di stare faccia a faccia con il marmo più perfetto, con volti, sguardi e dettagli che sembrano animarsi, mentre all’Ambrosiana Brueghel all’Ambrosiana porta i mondi brulicanti di personaggi, paesaggi e scene di vita quotidiana tipici di una grande famiglia di pittori.
Tornando alla parte più alta della lista, il percorso si apre con il teatro musicale che strizza l’occhio al cinema e alla danza: Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale rimette in scena una storia di ambizioni, palco e sogni, tra numeri coreografici e brani che restano in testa, mentre l’arte concettuale trova spazio con Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione, dove parole cancellate, testi trasformati e superfici bianche aprono interrogativi sul senso stesso della scrittura. La pittura contemporanea gioca con ironia in Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, dove l’idea del biscotto della fortuna diventa pretesto per un commento visivo sul destino e sulla casualità, mentre Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo restituisce il lavoro di un’artista raffinata, tutta giocata su linee, ritmi e superfici apparentemente semplici ma profondamente pensate.
In un contesto urbano, Valentina Berardinone. Silent Invasion porta avanti un discorso sul paesaggio, sulle presenze che lo occupano in silenzio, mentre a Sesto San Giovanni Balloon Museum - Euphoria Art is in the air riempie spazi enormi di installazioni gonfiabili, luci e colori, creando un mondo sospeso dove si torna un po’ bambini. Ancora a Milano Ivana Bašić. Fantasy Vanishes in Flesh lavora su corpi, materie e metamorfosi, Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni ripercorre la storia di un grande scultore tra opere monumentali e studi più intimi, Attraverso le stanze gioca con l’idea di percorso domestico e di spostamento da uno spazio all’altro, e Somaini. Il mondo nuovo propone sculture e opere che guardano avanti, immaginando forme e paesaggi inediti.
In parallelo, Nan Goldin. This Will Not End Well porta in città una fotografia cruda e sincera, fatta di fragilità, amicizie, notti lunghe e momenti privati condivisi con una forza che lascia il segno, Il Rinascimento di Boccaccino a Cremona riporta in primo piano un pittore prezioso, con tavole e pale che brillano per colore e delicatezza, e a Milano Tra mito e modernità costruisce un ponte ideale tra storie antiche e sguardi contemporanei. L’itinerario prosegue con Somaini sull’orlo del vulcano, dove il linguaggio dell’artista si confronta con l’idea di energia pronta a esplodere, I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi che ricostruisce le vicende di un’intera dinastia artistica tra Milano e il lago, e Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza a Palazzo Reale, dove la lettura scientifica e tecnologica dei capolavori convive con il semplice piacere di guardarli.
Ancora prima, Connessioni, la nuova mostra del Muba si presenta come un percorso pensato per esplorare relazioni, nodi, intrecci, con un’attenzione particolare ai visitatori più giovani, mentre in galleria Ruggero Rosfer. Dancing with Nature mette in scena un dialogo tra figure, corpi e ambienti naturali, come se la pittura stessa danzasse nello spazio. A chiudere il viaggio a ritroso c’è Godwin Champs Namuyimba, che porta in città una pittura intensa, fatta di ritratti, storie personali e atmosfere dense, un punto di partenza che, guardato da qui, sembra quasi un preludio a tutta la sequenza di mostre, concerti, spettacoli e installazioni che hanno riempito il calendario passo dopo passo.
Taac!

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