L'energia più vicina del racconto di Milano Eventi di domenica 16 novembre
- info659802
- 16 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min

Inizio a raccontarti la giornata partendo dall’energia più vicina, quella che si accende con Fun Lovin’ Criminals al Legend Club, che porta subito una scossa vivace, e mentre ti lasci prendere da quell’atmosfera arriva la voce intensa di Raf, che cambia ritmo e colora tutto con un tono più morbido ma sempre coinvolgente. Più avanti il respiro si apre con Les Indes galantes alla Scala con García Alarcón e la Cappella Mediterranea, che si muove con un’eleganza che avvolge, e subito dopo la quiete rarefatta di Theorbo music from the court of Louis XIV in Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa crea un momento che sembra sospendere il tempo, lo stesso tipo di atmosfera che ritrovi appena metti piede davanti a Lorenzo Ghielmi in San Simpliciano, con quella luce musicale che riempie lo spazio senza forzature.
Intanto la città cambia tono quando si incrociano i passi verso C’è un drago, che entra con un’aria tenera e immaginifica, mentre poco più avanti Il bollito della domenica aggiunge un calore semplice e rassicurante, e A “Lieti Calici“ l’omaggio a Berio riporta tutto su un piano più raffinato, prima di arrivare alla morbidezza narrativa di Storie dal nido, che si infila nella giornata con un gesto leggero, per poi aprirsi all’intensità del Filmmaker Festival, sempre pronto a trascinare lo sguardo in altre direzioni. Subito dopo si incontra la tensione scenica di Teatro Gerolamo: V13, che sposta di nuovo l’attenzione sul palco.
Rimanendo in scia trovi Lisistrata, che arriva con la sua ironia piena, e poi la delicatezza teatrale di Caro Lupo al Teatro Franco Parenti, mentre nel frattempo si anima la vita del quartiere con Mercatino di beneficenza moda e vintage alla parrocchia di S. Maria Incoronata, prima di tornare al movimento brillante di “Italian Running Festival” da Morel. Poco più avanti la città si illumina con la magia del Villaggio delle meraviglie, che sembra fatto apposta per rallentare lo sguardo, mentre Wildlife Photographer of the Year irrompe con immagini potenti, e subito dopo emergono le sfumature immaginifiche di Storie Nascoste nella Cucina degli Anime.
Da qui si torna agli appuntamenti immediatamente precedenti, quelli che portano in scena la fisicità di “Bolle & Friends“ agli Arcimboldi, la concentrazione visiva di Corti di Memoria e l’ironia coreografica de La “Cenerentola” dei Chicos Mambo, prima di essere investiti dalla forza sonora de La “Messa da Requiem” di Verdi diretta da Tjeknavorian. Poi arriva l’energia teatrale di “Circles, il viaggio dei Giochi” al Carcano e, restando nel vibrare delle parole, “Piantala” da Base Milano, mentre Teatro Fontana: La città dei vivi torna a portare tutto su un piano più teso. Da lì si scivola verso “Fair Values” all’Adi Design Museum, un passaggio che introduce lentamente Yuji Mizuta. Simulacrum e la dimensione storica di Si combatteva qui! Italia 1943-1945.
La giornata continua con la potenza attoriale di Teatro Strehler: Riccardo III, poi con l’entusiasmo diffuso di BookCity Milano / L'inaugurazione di mercoledì 12, mentre si incrociano le sfumature più intime de Il vedovo e la danza precisa della Serata Forsythe – The Blake Works alla Scala. Avanzando di qualche passo si rientra nel mondo dell’arte con L’angelo del focolare, Oltre il futurismo, La bella mai addormentata e Quando l’essenziale è invisibile, fino alla voce vibrante di “Apriamo le gabbie“ a Pacta Salone e al ricordo intenso di “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini”.
Più indietro si apre lo spazio condiviso di Formae. Mostra collettiva, a cui si affiancano la domanda lunga di Wild. Chi ricorda Edward Snowden? e le visioni chiare di Bianco. Mostra collettiva, mentre Domenica al Museo rimane come una parentesi luminosa. Da lì si passa alla fantasia acuta di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, poi al gesto materico di Frangi. Nobu at Elba Redux e al racconto urbano di Città. Voci e visioni, prima di scivolare nell’indagine visiva di Igor Eškinja. I segni della Creazione. Poco dopo emerge la quiete pittorica di Lorenzo Lotto. Natività e la riflessione fotografica di Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum.
Più avanti la giornata continua con I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità, poi con Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“, e intanto si diffonde l’incanto grafico della Mostra “Escher” al Mudec. Si torna poi verso Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, che si appoggia a un ritmo più lieve, seguito dagli spazi eleganti della Fondazione Luigi Rovati e dalle sale della storia con Le Sale dei Lombardi. Subito dopo ricompare l’immagine di Casa Macchi. A Morazzone, poi La Collezione Gianni Mattioli, La Sala del Cenacolo al Museo della Scienza con la guida, il gesto teatrale di Teatro Elfo Puccini: Erano tutti miei figli e l’inquietudine espressiva di Fondazione Maria Cristina Carlini.
Il percorso continua con Federica Galli. La Signora degli alberi, poi Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, il viaggio architettonico di Dalla Velasca alla Velarca, lo sguardo scultoreo di I busti di Canova a Brera e la forza narrativa di Brueghel all’Ambrosiana. Poco più indietro tornano le luci di Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale e il tratto deciso di Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione, seguiti dal gioco visivo di Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, dalle geometrie sobrie di Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, dal silenzio teso di Valentina Berardinone. Silent Invasion, dall’espansione luminosa del Balloon Museum - Euphoria Art is in the air, dalle immagini sospese di Fata Morgana. Memorie dall’invisibile e dalla dimensione inquieta di Ivana Bašić. Fantasy Vanishes in Flesh.
Si ritorna poi allo sguardo interiore di Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, al passaggio intimo di Attraverso le stanze, all’essenzialità di Alison Katz. Foundations, alla materia di Ludovic Nkoth. Physical Proof, alle forme nuove di Somaini. Il mondo nuovo, alla luce tagliente di Nan Goldin. This Will Not End Well, fino alla pittura di Il Rinascimento di Boccaccino. E si chiude lasciandosi cullare da Tra mito e modernità, attraversando Somaini sull’orlo del vulcano, risalendo I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, passando per Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, seguendo il passo lieve di Connessioni, la nuova mostra del Muba, entrando nella natura reinventata di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e arrivando infine al respiro profondo di Godwin Champs Namuyimba, dove tutto sembra ricomporsi.
Taac!

Commenti