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l racconto in movimento di cosa fare oggi a Milano, lunedì 8 novembre. Taac!


Via Speronari e il tempio della gastronomia milanese Peck in stile Lichtstein
Via Speronari e il tempio della gastronomia milanese Peck in stile Lichtstein

La città si muove in tutte le direzioni: tra teatri che accendono storie nuove, mercatini che profumano di spezie e resina, rassegne di street food, serate al Lirico e grandi concerti al Forum, ogni angolo di Milano e dintorni sembra raccontare un pezzo diverso della stessa, lunghissima serata.

Piccolo Teatro Grassi: Prima del temporale porta il cuore della città in platea: un titolo che suggerisce tensione, attesa, quella sospensione in cui le parole sul palco si caricano come nuvole scure prima di scaricarsi sui personaggi. È il tipo di spettacolo che ti fa uscire in silenzio, con ancora addosso l’eco delle voci del Grassi e il piacere di essere rimasto chiuso nel buio del teatro mentre fuori scorreva tutto il resto.

Da lì, basta alzare lo sguardo e si passa alla dimensione più ruvida e popolare di “Alter Bej” al Cavalcavia Bussa: un nome che ormai a Milano vuol dire luci sotto il ponte, artigiani, oggetti curiosi e quell’atmosfera un po’ sgangherata che rende vivo il cavalcavia. È il contraltare perfetto al teatro: sopra scorrono i treni, sotto ci si mescola tra dialetto, chiacchiere e scoperte improvvisate.

Se ti viene voglia di allontanarti appena dai viali, il passo successivo è naturale: Torna Artigiano in Fiera: a Fieramilano Rho un viaggio tra shopping natalizio, viver bene e gusto porta tutto questo su scala gigante. Il titolo dice già tutto: un viaggio fatto di stand, sapori e oggetti, dove il “viver bene” passa dai prodotti tipici alle idee per la casa e lo shopping natalizio diventa una specie di maratona tra regioni, paesi e accenti.

Restando in tema di regali e lucine, Milano si stringe in uno dei suoi cortili più amati con “LeCarrousel Xmas Market” alla Cascina Cuccagna: la cascina urbana si riempie di bancarelle, pezzi unici, piccole produzioni e quell’atmosfera di cortile condiviso che rende il Natale più di prossimità che di vetrina. Qui il mercato è anche il piacere di entrare, rallentare, chiacchierare con chi sta dall’altra parte del banco.

La stessa voglia di festa, ma con un piglio più notturno, si ritrova nei Mercati di Natale di “Wunder Mrkt” allo Spirit de Milan: lo Spirit, con i suoi spazi industriali, si trasforma in un grande salone dove il mercato incontra musica, drink e un’estetica dichiaratamente vintage. Il titolo richiama subito quell’aria un po’ bohémien, piena di oggetti curiosi e facce che tornano, anno dopo anno.

Quando la temperatura si abbassa davvero, il filo del racconto si sposta verso il cibo caldo: “Pho Week” da VietGnam mette al centro la zuppa simbolo della cucina vietnamita, trasformandola in protagonista di una settimana intera. Il locale diventa punto di ritrovo per chi cerca una pausa fumante, tra ciotole di brodo profumato e un’atmosfera che porta lontano senza uscire dalla città.

Dalla tavola si torna alle poltrone con “Zitte mai!3“ al Teatro Lirico, che già dal titolo lascia intuire un lavoro corale, voci femminili, storie che non hanno alcuna intenzione di restare in silenzio. Il Lirico, con la sua storia, fa da cassa di risonanza a uno spettacolo che mette in scena caratteri forti e un’idea precisa di presenza sul palco.

Nello stesso teatro, l’atmosfera cambia ma resta la sensazione di stare dentro a un pezzo di storia musicale con “Turanda“ di Antonio Bazzini al Lirico: un titolo che evoca la tradizione, il repertorio e il piacere di ascoltare un lavoro legato a una certa idea di classicità, risuonato in una sala che porta addosso decenni di musica.

E poi c’è chi, invece della platea, sceglie l’arena: Marracash, tre concerti al Forum porta il rap d’autore in uno dei templi dei live più grandi, con una serie di date che trasformano Assago in luogo di pellegrinaggio per fan che conoscono a memoria strofe, featuring e ritornelli. Una sequenza di concerti che chiude il cerchio spostando il racconto degli eventi sul volume più alto possibile, tra palco, schermi e una folla che canta insieme.

Da qui lo sguardo cambia, ma resta dentro lo stesso paesaggio: non più la dimensione del “qui e ora” di spettacoli, mercati e concerti, ma quella più lenta e concentrata delle mostre che punteggiano musei, fondazioni, gallerie e palazzi storici.


Mostre e musei

Godwin Champs Namuyimba porta a Milano il mondo visivo dell’artista, con una pittura che fa dialogare identità, corpi e sguardi in uno spazio espositivo raccolto, dove ogni tela sembra aprire una stanza mentale diversa.

Connessioni, la nuova mostra del Muba costruisce un percorso pensato per i più piccoli e per chi li accompagna, tra installazioni interattive e giochi che trasformano il concetto di “collegamento” in esperienza fisica e concreta.

Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza al Palazzo Reale di Milano apre le opere, letteralmente e metaforicamente, attraverso indagini scientifiche che permettono di vedere ciò che normalmente resta nascosto sotto la superficie dei quadri.

I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi a Villa Carlotta ricostruisce la storia di un intero nucleo familiare di artisti, seguendo genealogie pittoriche e rimandi interni che attraversano generazioni.

Tra mito e modernità mette in scena il passaggio da figure leggendarie a linguaggi contemporanei, mostrando come molti immaginari antichi continuino a riaffiorare nell’arte di oggi.

Il Rinascimento di Boccaccino a Cremona dedica un approfondimento a uno dei protagonisti di un Rinascimento laterale e raffinato, riportando al centro opere spesso meno note rispetto ai grandi nomi più celebrati.

Nan Goldin. This Will Not End Well porta a Milano un percorso immersivo nella fotografia e nella vita dell’artista, tra diapositive, installazioni e immagini che hanno segnato il modo di raccontare l’intimità e le comunità ai margini.

Somaini. Il mondo nuovo guarda alla scultura come strumento per ripensare spazio e paesaggio, con lavori che intrecciano materia, architettura e memoria.

Attraverso le stanze invita il pubblico a spostarsi fisicamente e mentalmente da un ambiente all’altro, costruendo un racconto per tappe che lega interni, luci e opere.

Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni ripercorre decenni di lavoro del maestro, tra sculture, bozzetti e materiali d’archivio che permettono di seguire da vicino la costruzione delle sue forme iconiche.

Balloon Museum - Euphoria Art is in the air porta a Sesto San Giovanni installazioni gonfiabili e ambienti immersivi in cui il confine tra gioco, installazione e selfie point si fa volutamente labile.

Valentina Berardinone. Silent Invasion mette in scena un’invasione silenziosa di forme e presenze, che occupano lo spazio espositivo con discrezione e, allo stesso tempo, con una forte identità.

Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo riprende il filo di una ricerca astratta rigorosa, fatta di segni, modulazioni cromatiche e ritmi, intrecciandola con il contesto storico in cui è nata.

Cristiano Tassinari. Fortune Cookies gioca con l’idea del messaggio chiuso dentro un guscio, trasformando un oggetto popolarissimo in occasione per riflettere su caso, destino e interpretazione.

Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione mette al centro il gesto che ha reso riconoscibile l’artista, mostrando come togliere possa diventare un modo potente di fare nascere nuove immagini.

Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale riporta in scena il titolo cult in una versione teatrale che apre la programmazione del Nazionale all’insegna di musica, coreografie e immaginario anni ’80.

Brueghel all’Ambrosiana permette di avvicinarsi a uno dei grandi nomi della pittura europea, in un contesto raccolto dove dettagli e brulicare di figure si possono guardare da vicino.

I busti di Canova a Brera portano la scultura neoclassica nel cuore della pinacoteca, con volti e profili scolpiti che dialogano con le tele alle pareti.

Dalla Velasca alla Velarca traccia un itinerario tra architetture e paesaggi, legando Milano al lago e mostrando come il modernismo abbia inciso su skyline e rive.

Museo del 900: Galleria Gesti e Processi concentra l’attenzione sugli aspetti più sperimentali della collezione, con opere che fungono da tracce di azioni, gesti e procedure.

Fondazione Maria Cristina Carlini apre i propri spazi a percorsi che intrecciano scultura, ceramica e installazione in un lavoro di lunga durata.

La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida permette di entrare in uno degli ambienti più significativi del complesso, accompagnati da un racconto costruito per collegare storia, arte e divulgazione.

La Collezione Gianni Mattioli riporta in luce uno dei nuclei privati più importanti dell’arte italiana del Novecento, con opere che hanno segnato l’avanguardia e la modernità.

Casa Macchi. A Morazzone invita a entrare in una dimora storica, dove ambienti e oggetti raccontano un modo di abitare che oggi sembra lontanissimo.

Le Sale dei Lombardi raccolgono lavori legati al territorio e alla sua storia figurativa, creando una sorta di affresco corale della produzione artistica della regione.

Fondazione Luigi Rovati alterna archeologia, contemporaneo e ricerca curatoriale, con allestimenti che giocano sul dialogo tra epoche lontane.

Pino Pinelli. Disseminazione Sacra porta le tipiche “disseminazioni” dell’artista in un registro che si confronta con il tema del sacro, disseminando elementi pittorici nello spazio.

Mostra “Escher” al Mudec riunisce le immagini più celebri e gli esperimenti grafici del maestro delle illusioni, con scale impossibili, metamorfosi e geometrie che sfidano lo sguardo.

Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“ è un racconto teatrale che intreccia narrazione sportiva e storia, riportando in scena un’edizione dei Giochi dal forte peso simbolico.

I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità riunisce lavori che mettono a confronto tre protagonisti della scena iberica, mostrando affinità, divergenze e lasciti comuni.

Attrazioni, realtà aumentata e creatività: a Milano arriva il Museo dell'Impossibile propone un percorso tra installazioni, effetti speciali e dispositivi interattivi che giocano con percezione e tecnologia.

Euphoria, Art is in the air: a Milano arriva il Balloon Museum (e i biglietti sono in sconto) porta in versione ancora più espansa il format del museo gonfiabile, con ambienti monumentali e un allestimento costruito per essere attraversato.

Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum mette il rapporto tra spiritualità e conflitto al centro di un racconto per immagini, tra archivi, reportage e scatti contemporanei.

Lorenzo Lotto. Natività concentra lo sguardo su un singolo soggetto iconografico, declinato dall’artista con la sua consueta attenzione a sguardi, gesti e ambienti.

Igor Eškinja. I segni della Creazione costruisce un percorso dove tracce minime, interventi sullo spazio e segni quasi impercettibili diventano protagonisti.

Città. Voci e visioni raccoglie lavori che raccontano il paesaggio urbano attraverso prospettive differenti, tra fotografie, dipinti e installazioni.

Frangi. Nobu at Elba Redux riporta in mostra un ciclo di opere legato a un luogo preciso, riletto a distanza con un occhio che mescola memoria e rielaborazione.

Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante gioca con la figura di Leonardo trasformandolo in presenza “parlante”, tra linguaggio, invenzioni e neologismi visivi.

Dalì, Mirò e Picasso: I Tre Grandi di Spagna in mostra alla Fabbrica del Vapore di Milano riunisce tre colonne della modernità europea, in un allestimento che mette a confronto stili e immaginari.

Domenica al Museo ricorda l’occasione periodica in cui i musei aprono le porte con formula agevolata, trasformando la visita in un rito collettivo.

Formae. Mostra collettiva raccoglie più artisti intorno al tema della forma, mettendo a confronto approcci, materiali e registri molto diversi.

“A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini” rende omaggio al regista e scrittore attraverso una selezione di lavori che ne ripercorrono traiettorie e ossessioni.

Oltre il futurismo. guarda a quello che è venuto dopo l’avanguardia storica, mostrando come alcuni suoi temi abbiano continuato a riverberare in epoche successive.

Si combatteva qui! Italia 1943-1945 racconta i luoghi del conflitto nazionale attraverso documenti, oggetti e materiali visivi.

Storie Nascoste nella Cucina degli Anime lavora sull’immaginario del cibo nelle opere animate, guardando a come le cucine siano diventate scenari di affetti, memorie e trasformazioni.

Wildlife Photographer of the Year porta a Milano gli scatti premiati del celebre concorso, con immagini spettacolari e minute che raccontano la vita animale in ogni angolo del pianeta.

Villaggio delle meraviglie trasforma i Giardini Montanelli in un parco tematico fatto di attrazioni, luci e installazioni pensate per famiglie e bambini.

Mario Ceroli. Teatro domestico dedica una mostra a un artista che ha portato la scultura dentro ambienti abitati, mescolando scena e quotidiano.

Chiharu Shiota. The moment the snow melts propone una nuova installazione dell’artista giapponese, con fili, nodi e trame che avvolgono lo spazio.

Jack Vettriano riunisce dipinti dal forte sapore cinematografico, tra sale da ballo, figure eleganti e atmosfere sospese.

Gillo Dorfles. Ibridi e Personaggi mostra i lavori visivi del grande critico, spesso meno noti rispetto alla sua attività teorica.

Ritratto di Famiglie raccoglie immagini e opere che raccontano nuclei familiari, relazioni e ruoli in trasformazione.

Trentino Unexpected porta in città paesaggi, prodotti e suggestioni di un territorio montano, declinati in chiave espositiva.

India. Di bagliori e fughe propone un viaggio visivo dentro l’India contemporanea, tra luci intense e fughe prospettiche.

I Giochi Olimpici. 3000 anni di storia ripercorre le diverse fasi della manifestazione sportiva, dalle origini antiche alle edizioni più recenti.

Photo Grant di Deloitte 2025 presenta i progetti selezionati dal bando, mostrando come la fotografia possa lavorare su temi sociali, ambientali ed economici.

Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova mette in dialogo due ricerche pittoriche e installative che, pur lontane, si intrecciano su questioni comuni.

Claude Chabrol: maestro del noir rende omaggio al regista francese con una retrospettiva che attraversa decenni di cinema.

Teatro Elfo Puccini: Venivamo tutte per mare porta in scena un testo che parla di viaggi forzati, approdi, memorie femminili e identità.

Ludovico Einaudi con “Echoes from The Summer Portraits” torna al Dal Verme riporta il compositore in una sala perfetta per la sua musica, delicata e meditativa.

“L'incanto: the Touch of Pupi Avati” ripercorre il cinema del regista attraverso materiali, fotografie e frammenti che ne restituiscono l’atmosfera.

Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo mette a confronto due città e due tradizioni, legate da un gusto comune per equilibrio e proporzione.

La favola bianca a Magenta trasforma la neve e l’inverno in racconto visivo, tra scenografie e allestimenti candidi.

Fabio Mauri. De Oppressione affronta direttamente i temi del potere, della violenza e della propaganda, con opere che restano ancora oggi di grande urgenza.

Sonia Costantini e Paola Paronetto. Materia di luce mette insieme pittura e ceramica in un lavoro comune sulla luminosità dei materiali.

Marilù S. Manzini. IronicaMente usa l’ironia come lente per guardare a corpi, cliché e rappresentazioni.

Betti Sperandeo. Scala 1:20 lavora sul modello in miniatura, portando in galleria riduzioni che raccontano spazi e oggetti.

Cento volte La Pupazza celebra un personaggio e la sua iconografia in una sorta di variazione infinita.

Ingrid Floss. Chromatic Renaissance rilegge l’idea di Rinascimento attraverso una ricerca sui colori, tra rimandi alla storia dell’arte e libertà contemporanea.

Il Polittico di Monte San Martino concentra l’attenzione su un’unica opera complessa, articolata in pannelli che dialogano tra loro.

Walter Rosenblum. Il mondo e la tenerezza raccoglie fotografie che tengono insieme realtà dura e sguardo affettuoso, in un equilibrio raro.

Roberto Barbieri. Metro prende la metropolitana come punto di partenza per riflettere su movimento, ripetizione e spazi quotidiani.

Mario Nigro. Spazio totale 1952-55 riporta in luce un momento cruciale della ricerca astratta dell’artista, tra griglie, campiture e strutture rigorose.

Hito Steyerl. The Island chiude il percorso con una mostra che intreccia video, politica e tecnologia, trasformando la sala in un ambiente critico e insieme immersivo.


Tutto questo, messo in fila, restituisce un’unica, grande immagine: una Milano che non si limita a programmare eventi, ma costruisce un vero mosaico di luoghi, linguaggi e pubblici diversi, dove un mercatino sotto un cavalcavia, un concerto al Forum, una piccola sala d’ambrosiana o una grande mostra al museo diventano tasselli dello stesso racconto condiviso.

Taac!

 
 
 

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