Il racconto musicale di Milano Eventi di domenica 5 ottobre. Taac!
- 5 ott 2025
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C’è chi chiude la giornata tra musica e luci calde e chi la inizia con calma tra mostre e percorsi d’arte: oggi Milano è davvero un mosaico di appuntamenti. Si parte con il ritmo travolgente di Inude all’Arci Bellezza, dove il trio pugliese mescola elettronica e melodia in un’atmosfera intima, quasi da salotto underground. Poi basta cambiare quartiere per ritrovarsi avvolti nelle coreografie del Ballet de Lorraine con “Twelve Ton Rose - a Folia” per MilanOltre, un’esplosione di movimento e musica che trasforma la scena in un’esperienza sensoriale. Se invece la serata la immagini tra jazz e soul, Mac Ayres al Blue Note promette sonorità morbide e romantiche, mentre chi ama la grande musica classica non può perdere La “Winterreise” di Matthias Goerne alla Scala, un viaggio struggente tra i lieder di Schubert interpretati con una forza quasi fisica.
Nelle chiese e negli spazi sacri, l’atmosfera si fa più raccolta: al San Fedele risuona “Ein deutsches Requiem”, mentre nella chiesa di Sant’Alessandro si tengono i “Vespri d’organo con Andrea Lupo Pasini”, un momento di respiro e contemplazione nel cuore del centro. E se cerchi visioni più contemporanee, puoi lasciarti catturare dal mondo di Peter Greenaway – Ten Masterpieces, dove il cinema incontra l’arte visiva in un percorso che sembra un sogno a occhi aperti, oppure visitare Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, con le sculture che dialogano con la città e la storia.
Alla Triennale si respira aria di gioco e creatività con “Gioco”, il nuovo spazio per le famiglie, mentre tra design e saper fare prende vita Reviving craft, un omaggio al lavoro manuale e alla bellezza della materia. Per i più piccoli e per chi ama l’energia urbana, c’è anche la pedalata collettiva di Mille Mila Bici, una festa su due ruote che attraversa la città.
E non è tutto: continua il percorso teatrale di Ugo, nessuno e centomila, che porta Pirandello in scena con leggerezza e ironia. Spostandoci indietro di un giorno, restano nell’aria gli echi della risata di Panariello agli Arcimboldi con “E se domani…”, una serata di comicità a ruota libera. Al Fabrique il pubblico si è scatenato con Febbre a 90, un tuffo nostalgico nei tormentoni pop di una generazione, mentre nelle gallerie si alternavano aperture e vernissage: Pietro Albetti. Circostanze e Attraverso le stanze portano la pittura e la fotografia a dialogare con lo spazio, e Boccioni e i Baer: Una Memoria Ritrovata racconta l’incontro tra avanguardia e collezionismo.
Proseguendo nel calendario, Milano continua a mostrarsi come un museo diffuso: Gerold Miller. Opere esplora le geometrie del colore, Ghitta Carell. Ritratti del Novecento restituisce sguardi e volti che hanno attraversato il secolo, e Maria Cristina Carlini. Materia Composizione Architettura continua la ricerca sulla scultura come linguaggio vivo. Le giornate precedenti hanno visto alternarsi visioni e prospettive diverse: da Dialogues, che mette in scena il dialogo tra artisti e materiali, al fascino cinematografico di Glen Luchford. Atlas e alle installazioni di Marcello Maloberti. Incipit, fino alla riflessione grafica di Roberto Sambonet. La struttura del colore e alla collettiva Nuances.
Ma settembre è stato anche il mese di grandi nomi: Diego Cibelli. Una vita all’aria aperta porta ceramiche e ironia nei cortili milanesi, mentre Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella. Ludi e Alejandro G. Iñárritu. Sueño Perro. E Atlas giocano rispettivamente con leggerezza e intensità. Poi la magia continua con La Ferita. Premio San Fedele 2024/25, che riporta l’arte spirituale al centro della scena, e con le due personali parallele Federica Galli. La Signora degli alberi e Ljubodrag Andric. Spazi, soglie, luci. A completare questo settembre intenso, Echoes: Peter Gabriel rievoca la leggenda del rock in una mostra immersiva che unisce suono, visione e memoria.
Scorrendo ancora all’indietro, si arriva a un’estate fatta di sculture e natura: Giancarlo Sangregorio. 100 anni celebra un secolo di sperimentazione artistica, I busti di Canova a Brera riportano la classicità al centro del museo, e Dorothea Lange fa rivivere la grande fotografia sociale americana. La 24ª Esposizione Internazionale di Triennale. Disuguaglianze amplia il discorso sul mondo e le sue disparità, mentre Gigi Pedroli. La poesia del sogno e Natura morta. Jago e Caravaggio fanno incontrare classico e contemporaneo. In primavera, Un altro sguardo. A Villa Panza e Baj e Milton. Paradiso perduto aggiungevano poesia e provocazione.
E poi ci sono i luoghi simbolici: la Fondazione Maria Cristina Carlini, Palazzo Citterio: la Grande Brera, Dalla Velasca alla Velarca, Maria Cristina Carlini. Obelisco e Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, che raccontano come l’arte continui a evolversi nei suoi spazi più iconici. E scendendo fino alle radici, ecco le tappe più lontane nel tempo: Le Sale dei Lombardi, Casa Macchi a Morazzone e infine la sempre attuale Fondazione Luigi Rovati, che apre il suo scrigno di arte e memoria etrusca nel cuore di Milano.
Insomma, una giornata piena, intensa, dove la città si trasforma in un racconto continuo di suoni, immagini e incontri. Basta solo scegliere da dove cominciare: Milano è pronta, e oggi più che mai sembra non voler dormire affatto.
Per una domenica davvero Taac!


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