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il pentolone del racconto di Milano Eventi di mercoledì 12 ottobre. Taac!

  • 12 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Villa Necchi Campiglio alla Mondrian
Villa Necchi Campiglio alla Mondrian

Milano oggi ribolle come un pentolone di suoni, parole, immagini e luci che si inseguono da un angolo all’altro della città, tra club pieni, teatri accesi e mostre che fanno pensare e sorridere. La serata si accende subito con Turnstile all’Alcatraz, una scarica di energia pura che scuote le pareti, mentre sul palco degli Arcimboldi risuona la voce intensa di Shablo agli Arcimboldi e al Fabrique la scena si colora con La Niña al Fabrique. Nello stesso momento all’Arci Biko si danza e si pensa con il ritmo jazz-hip hop di Kassa Overall all’Arci Biko, mentre al Legend l’energia si fa più ruvida con Bob Mould al Legend e tra le mura della Società dei Concerti torna la grazia di La pianista Alexandra Dovgan torna alla Società dei Concerti. Nel frattempo, tra un applauso e l’altro, si ascolta la storia e la grinta di Cimini e si chiacchiera di vita, scelte e conti in sospeso con “Money – Il bilancio di una vita“ con Joe Bastianich.

Poco distante, tra i tavoli del Camparino, Milano festeggia se stessa con 110 anni di Camparino in Galleria, e nei teatri la parola prende forma con Teatro Strehler: Riccardo III e l’opera continua il suo incanto con “Così fan tutte“. Restando tra note e palcoscenici, il pubblico si emoziona con la potenza di “Serata Forsythe – The Blake Works“ alla Scala e si commuove con la dolcezza teatrale de L’angelo del focolare, mentre la leggerezza e l’ironia si rincorrono con Il vedovo.

Scivolando indietro di qualche giorno, la città ha respirato l’avanguardia di Oltre il futurismo, si è fermata davanti alla fragilità delle forme in Quando l’essenziale è invisibile e ha riscoperto la grazia del racconto con La bella mai addormentata. Poi le parole si sono fatte memoria e libertà con “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini” e “Apriamo le gabbie“ a Pacta Salone, due appuntamenti che hanno unito poesia, arte e impegno civile.

La stessa energia ha attraversato Formae. Mostra collettiva, le fotografie e le riflessioni di Wild. Chi ricorda Edward Snowden? e la coralità creativa di Bianco. Mostra collettiva. Intanto Milano ha continuato a raccontare la musica e la scena teatrale, tra le voci di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, le risate di Teatro Carcano: Ciarlatani e la profondità del ricordo con Un bès – Antonio Ligabue.

Tra sale e platee si è tornati alla Scala con La Fille du régiment torna alla Scala, si è entrati nei musei con Domenica al Museo e si è navigato tra immagini e parole in Città. Voci e visioni, mentre la luce di Frangi. Nobu at Elba Redux ha continuato a riflettersi in forme nuove e contemporanee.

Milano, come sempre, intreccia il passato e il presente con Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum, la classicità di Lorenzo Lotto. Natività e il segno luminoso di Pino Pinelli. Disseminazione Sacra. Ma c’è spazio anche per il design e la scienza, con La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida e Fondazione Luigi Rovati, per la ricerca e la poesia con Fondazione Maria Cristina Carlini, per la memoria storica con Brueghel all’Ambrosiana e per la materia viva di Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni.

Scendendo ancora si attraversano stanze e corpi con Attraverso le stanze, si incontrano visioni e miti con Tra mito e modernità e si ascolta la voce dell’acqua in Jorge Cavelier. Il canto dell’acqua. Poi la città torna a guardare la pittura contemporanea con Godwin Champs Namuyimba, l’astrazione materica di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e la delicatezza artigianale di Connessioni, la nuova mostra del Muba.

Ci sono poi gli sguardi femminili e le forme che parlano, da Valentina Berardinone. Silent Invasion a Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, fino alla forza concettuale di Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione e all’ironia contagiosa di Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale.

E quando la notte scende, tra installazioni luminose, note e parole, resta l’impressione netta di una città che non smette mai di cambiare pelle: un mosaico di storie, musica e visioni che ogni giorno, ogni sera, torna a reinventarsi. Milano è tutta qui — viva, infinita, piena di cose da scoprire.


Taac!

 
 
 

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