Il racconto chiacchierino di cosa fare oggi a Milano, sabato 29 novembre
- 29 nov 2025
- Tempo di lettura: 11 min
I

n cima alla lista delle cose da non perdere c'è Profondamente Damiano, un appuntamento che riempie in città di chiacchiere, risate e quella voglia di stare insieme che rende speciale la serata, con un ritmo che cresce piano piano e ti fa venire voglia di restare fino all'ultimo minuto. Subito dopo arriva A Night for Freddie allo Spirit de Milan, che porta in città un clima vivace e pieno di energia, il classico evento in cui ti ritrovi senza accorgertene a fare tardi perché ti senti proprio nel posto giusto, circondato da persone con la stessa voglia di leggerezza. A ruota c'è Tour Bob-La voce del silenzio con Mosso e Delbono, che trasforma in città in un percorso emotivo intenso, tra parole, musica e immagini che si incastrano alla perfezione e ti lasciano addosso la sensazione di aver visto qualcosa di davvero speciale. Nel pieno di questa atmosfera si inserisce Annalisa, due sere al Forum, che riempie a Assago di voci, cori, luci e canzoni da cantare a memoria, con quell’aria da grande festa condivisa che ti fa sentire parte di un unico gigantesco coro. Non manca lo spazio per il teatro con Teatro Elfo Puccini: Vorrei una voce, che porta in città una storia intensa, fatta di sfumature, pause, respiri e parole che risuonano anche dopo l’uscita dalla sala, perfetta per chi ama quei racconti che lavorano sotto pelle. A dare una spinta ancora più scenografica ci pensa Sons: Ser o No Ser : la Fura dels Baus alla Fabbrica del Vapore, che alla Fabbrica del Vapore mescola linguaggi, immagini forti e una presenza fisica che avvolge il pubblico, trasformando lo spettacolo in un’esperienza vera e propria. Sul fronte della musica colta brilla Emmanuel Tjeknavorian & Andrea Obiso in Auditorium, che in città regala una serata elegante e intensa, fatta di suoni curati al millimetro e di un’atmosfera raccolta, ideale per chi ha voglia di lasciarsi cullare da archi e melodie. Gli amanti della danza trovano il loro momento con Serata Forsythe The Blake Works alla Scala (1), che porta al Teatro alla Scala un mix di tecnica, energia e contemporaneità, con coreografie che tengono gli occhi incollati al palco dall’inizio alla fine. L’aria di festa continua con Re Panettone, che in città trasforma il dolce più iconico della stagione in una scusa perfetta per assaggi, chiacchiere, incontri e piccoli rituali golosi da vivere con calma. Nel fitto calendario cinematografico spicca Non uno di meno: capolavori di Zhang Yimou, che in città porta sullo schermo immagini potenti, storie curate e una regia che ti rimane negli occhi, ideale per chi ama uscire dal cinema con la testa piena. Sul fronte più sperimentale risponde XV Video Sound Art Festival, che in città incrocia suono, immagini e installazioni, creando percorsi in cui ci si muove quasi a istinto, tra spazi trasformati e opere tutte da scoprire. A chi ama le maratone di cinema, incontri e proiezioni pensate con cura è dedicato Longtake Film Festival, che in città diventa una vera casa per cinefili, tra titoli ricercati, approfondimenti e quel clima da “famiglia allargata” che si forma tra una proiezione e l’altra. Per chi vive di fumetti, videogiochi e cultura pop c’è Milan Games Week and Cartoomics, che a Rho trasforma i padiglioni in un grande parco giochi fatto di stand, cosplay, novità, incontri con autori e sessioni di gioco infinite. In mezzo a tutto questo trova spazio anche Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo, che in città accompagna dentro un percorso elegante, fatto di luci morbide, opere che raccontano un’epoca e confronti tra due città legate da un filo sottile. A chiudere idealmente il blocco più recente c’è Made in Milano Days, che in città mette al centro la creatività locale, tra negozi, artigiani, luoghi da scoprire e quell’orgoglio un po’ discreto ma sempre presente per ciò che nasce qui. Il filo della giornata prosegue con L'incanto : the Touch of Pupi Avati, che in città porta il cinema e il suo autore in un incontro che profuma di racconti, aneddoti e storie di set, perfetto per chi ama entrare dietro le quinte delle immagini in movimento. Subito dopo arriva Il silenzio che non svanirà mai: lo sterminio delle persone con disabilità, un appuntamento che in città mette al centro la memoria, la riflessione e il bisogno di non lasciare mai indietro certi temi, con parole che aiutano a guardare la realtà con più attenzione. Sempre restando nel mondo del cinema fa capolino Un tour, tutto qui. Il cinema on the road, che in città racconta strade, viaggi, spostamenti e paesaggi, con storie che sembrano fatte apposta per chi ama l’idea di partire anche solo restando seduto in poltrona. In questa scia si inserisce Rashomon. il film, il restauro, la lezione, che in città unisce la visione di un capolavoro alla possibilità di capirne ogni dettaglio, con uno sguardo che va dal restauro alla lettura più profonda delle immagini. A seguire c’è Matinée in Triennale: Salieri, Strauss, Haydn, Rota, Pachelbel, Vivaldi, un evento più tranquillo ma comunque molto piacevole, che alla Triennale Milano offre una pausa di musica e bellezza, perfetta per ricaricarsi con un programma vario e avvolgente. Il percorso prosegue con Working Paradise, il cinema di Ryusuke Hamaguchi, che in città permette di entrare nel mondo di un autore delicato e profondo, con storie che procedono a piccoli passi e dialoghi che restano impressi. Lo stesso clima di scoperta si ritrova in Directors in Focus: Alice Rohrwacher, che in città dedica spazio a una delle voci più interessanti del cinema italiano, offrendo l’occasione di riguardare i suoi film con occhi nuovi. Più defilato ma altrettanto prezioso è Il cinema di Radu Jude, che in città porta sullo schermo sguardi spiazzanti, ironici e profondamente critici, adatti a chi ama il cinema che non ha paura di mettere in discussione le cose. Il filo rosso dei classici prosegue con Stanze di cinema muto: Gli uomini che scambiarono la coda del cane con il condizionatore, un appuntamento che in città gioca con la storia del cinema e con il suo immaginario, riportando in vita pellicole e atmosfere che sembrano lontane e invece parlano ancora al presente. Nel pieno di questo percorso spunta Charles Chaplin: pasoliniano da sempre, che in città mette in dialogo due giganti, mescolando riflessioni, immagini e interpretazioni, perfetto per chi ama incrociare mondi apparentemente lontani. Il viaggio tra gli schermi continua con Louis Malle, un manuale di cinema, che in città diventa un’occasione per rileggere la filmografia di un autore e scoprire come ogni scelta registica possa trasformarsi in una piccola lezione. Poi arriva Directors in Focus: Apichatpong Weerasethakul, che in città avvolge con un cinema fatto di tempi dilatati, sogni, foreste e sensazioni, ideale per chi ama le esperienze lente e quasi ipnotiche. Il programma cinematografico non dimentica il grande repertorio con René Clair: cinema e magia, che in città riporta sullo schermo un autore capace di trasformare ogni storia in un piccolo incantesimo visivo. In mezzo a questi titoli prende spazio Film doc e cinema del reale, che in città apre finestre su storie vere, luoghi lontani e temi attuali, con immagini che cercano la realtà senza rinunciare allo sguardo autoriale. Non manca un tocco di poesia con Il cinema di Aleksandr Sokurov, che in città offre visioni lente, contemplative, piene di luce e ombra, per chi ha voglia di abbandonarsi a un ritmo diverso. A questo si affianca Juan Antonio Bardem. La lezione del disincanto, che in città racconta un cinema lucido, disilluso e ancora attuale, utile per guardare con occhi diversi anche ciò che ci circonda. Più avanti nel percorso si incontra Nightswim – Il brivido ha fame, che in città regala un tuffo nel genere, con atmosfere tese e colpi di scena pensati per chi cerca un po’ di adrenalina. A seguire arriva Oreste salvo? Le parole che rimarginano, che in città si muove tra ferite e possibilità di guarigione, lasciando spazio alle parole come strumento per ricucire. Il filo teatrale continua con Tre amici, che in città porta in scena dinamiche, affetti e contrasti, in uno spettacolo che gioca sulle relazioni e sulle complicità. A chi ama le storie familiari e i piccoli grandi conflitti parla Chiuso per ricorrenza, un appuntamento che in città racconta quei momenti in cui tutto sembra fermarsi e allo stesso tempo cambiare. Subito dopo troviamo Il giorno della civetta, che in città riporta alla memoria un grande testo sulla giustizia, il potere e il coraggio, con una messa in scena che punta dritta al cuore del tema. Sul fronte dei grandi nomi del pensiero torna Registi fuori dagli scheRmi – Pier Paolo Pasolini, che in città omaggia un autore scomodo e necessario, tra proiezioni, parole e confronti. Nel solco dei classici del genere emerge Sei donne per l’assassino – Il cinema di Mario Bava, che in città ripercorre il lavoro di un maestro capace di creare immagini e atmosfere entrate nella storia del cinema di genere. Più intimo e raccolto è l’appuntamento con La finzione della memoria, che in città gioca sul filo dei ricordi, degli inganni e delle ricostruzioni personali. Il viaggio tra teatro e parole prosegue con Antigone e gli altri, che in città recupera un mito antico per parlare di responsabilità, scelte e conflitti ancora attuali. Chi cerca uno sguardo diverso sulla città trova Come ti salvo la città – Incontro pubblico con Diana Pavlovic, che in città diventa occasione di confronto aperto, tra attivismo, impegno e proposte concrete. Nel programma non manca Icons, che in città mette al centro volti, figure e simboli della cultura pop e non solo, trasformando ogni immagine in un piccolo racconto. Più indietro nel calendario c’è Concerti a Palazzo Reale, un appuntamento che a Palazzo Reale ha intrecciato musica e arte, offrendo performance pensate per dialogare con gli spazi espositivi. A seguire si ritrova La bohème in versione short, che in città ha portato l’opera in una forma più agile, ideale per chi voleva avvicinarsi al genere senza paura di impegni troppo lunghi. Nel percorso musicale è passato anche Massaroni Pianoforti in Bosch dal vivo nello Showroom Milano, che in città ha unito strumenti, tecnologia e pubblico in uno spazio insolito. A questo si è aggiunto Mario Biondi in concerto al Teatro Manzoni, che in città ha regalato una serata piena di voce calda, brani conosciuti e atmosfera elegante. Scorrendo indietro nel programma troviamo Un chip e quattro carte, che in città ha giocato con il tema del caso, delle scelte e dei destini incrociati. C’è stato spazio anche per JoJo, un appuntamento dal taglio più leggero e pop, che in città ha portato suoni e colori pensati per un pubblico giovane e curioso. Nel repertorio sinfonico ha avuto un posto importante Orchestra Sinfonica di Milano – Negramaro Sinfonico, che in città ha mescolato repertorio pop e arrangiamenti orchestrali, creando una serata dal respiro ampio. In ambito rock e cantautorale si è fatto notare Bud Spencer Blues Explosion, che in città ha portato sul palco un sound ruvido e magnetico, perfetto per chi cerca energia pura. Il calendario ha accolto anche Intonate e,_: silenzio, voce, foresta, che in città ha unito suono, sperimentazione e natura, in un percorso d’ascolto fuori dall’ordinario. In un clima simile è passato Earl Sweatshirt, che in città ha portato un rap intenso, introspettivo e raffinato, dedicato a chi ama i testi densi. A seguire c’è stato Wu-Tang Clan, che in città ha chiamato a raccolta generazioni diverse di appassionati, trasformando il live in un rito collettivo. Per chi preferisce atmosfere più raccolte ha avuto spazio Il violoncello di Nicolas Altstaedt, che in città ha offerto una serata tutta giocata sulla profondità del suono. Nel solco delle voci femminili si è inserito Tre serious ladies : Emily Dickinson, Virginia Woolf, Etty Hillesum, un evento che in città ha intrecciato letteratura, riflessione e teatro di parola. A seguire c’è Commedia sexy, che in città ha portato un po’ di leggerezza e ironia, giocando sui toni brillanti. Lo stesso spirito vivace si è ritrovato in L'intelligenza è sexy, che in città ha mixato risate e spunti più seri, dedicato a chi ama sorridere ragionando. Poi è arrivato L'antefatto di Manuel Nunez Gbajaboa, che in città ha portato sul palco storia personale, ironia e radici. Più avanti nel percorso teatrale troviamo Tre uomini e una culla, che in città ha riportato in scena una storia amatissima, tra equivoci e affetto. A seguire c’è stato Bestiacce : quello che io ho capito delle donne, un evento che in città ha giocato su stereotipi, paradossi e confessioni. Il teatro di parola ha trovato spazio anche con Ultima estate : Faber, un ricordo, che in città ha omaggiato Fabrizio De André con un racconto pieno di musica e memoria. In questo panorama si inserisce Tosca, Amleto, i sopravvissuti, che in città ha intrecciato riferimenti classici e riflessioni contemporanee. Più avanti troviamo ROSARIO FIORELLO in “Fuori Programma”, che in città ha acceso il palcoscenico con un flusso continuo di gag, imitazioni e improvvisazioni. A seguire c’è Silvio Orlando in Ciarlatani, che in città ha raccontato vizi, tic e fragilità del nostro tempo con uno sguardo insieme ironico e affettuoso. Nel percorso non sono mancati Tre uomini e una culla, di nuovo presente in una replica che in città ha confermato il successo della storia, e Storie bastarde, che in città ha portato racconti dal tono crudo e diretto. A seguire c’è stato Tre inediti per Rita Pavone, che in città ha omaggiato una grande voce della musica italiana, e Elisa Fugazza racconta Renato Zero, che in città ha riportato alla memoria canzoni, immagini e personaggio. Nel solco dei ricordi musicali si è inserito Maria Arcioni racconta Elvis Presley, che in città ha riaperto un baule di mito e rock and roll. La passeggiata tra gli eventi prosegue con Dimmi di Leonardo, che in città ha riportato alla ribalta il genio di Leonardo con aneddoti e racconti. Più avanti si incontra Storie da brivido, che in città ha dato spazio a racconti inquieti e atmosfere scure. A seguire è arrivato Tre indizi, un colpevole : 99 modi per sbagliare il finale, che in città ha giocato con il giallo e con le aspettative del pubblico. Il programma ha visto anche Un cappello pieno di bugie, che in città ha messo al centro inganni, equivoci e risate. Scorrendo ancora indietro troviamo Vite all'asta, che in città ha parlato di scelte, compromessi e occasioni perse o colte all’ultimo. Ancora teatro con Tre Cugine in affitto, che in città ha raccontato convivenze forzate e situazioni al limite. Il filo delle serate comiche è passato anche da Non aprite quella… poltrona, che in città ha giocato con la paura trasformandola in risata. A seguire è arrivata Tre donne in cerca di guai, che in città ha messo in scena amicizie, inciampi e solidarietà. In mezzo a tutte queste proposte c’è stato Claude Chabrol: maestro del noir, che in città ha riportato sullo schermo un grande autore del genere nero. Da lì si è passati a Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova, che in città ha unito sguardi e linguaggi diversi nel mondo dell’arte contemporanea. Andando ancora indietro si incontra Photo Grant di Deloitte 2025, che in città ha dato spazio a progetti fotografici di grande impatto visivo, e Io Alice nel paese delle meraviglie, che in città ha riletto un classico tra fantasia e riflessione. A seguire troviamo Jacopo Benassi. MIXED BY, che in città ha messo al centro la ricerca fotografica, e Meg Stuart & Damaged Goods. All the way around, che in città ha portato la danza contemporanea su territori sperimentali. Più indietro, prima nel tempo, hanno segnato il calendario anche I paesaggi d’acqua su cui è nata Milano, che in città ha raccontato la storia nascosta dei suoi corsi d’acqua, Depero : Cavalcata fantastica, che in città ha celebrato il futurismo giocoso e visionario, e I Macchiaioli, che in città ha portato in mostra colori, paesaggi e figure di una stagione fondamentale dell’arte italiana. Chiudono questo grande percorso le mostre e gli appuntamenti che hanno aperto il periodo: Fata Morgana. Memorie dallinvisibile, Ivana Baić . Fantasy Vanishes in Flesh, Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, Attraverso le stanze, Alison Katz. Foundations, Somaini. Il mondo nuovo, Nan Goldin. This Will Not End Well, Il Rinascimento di Boccaccino, Tra mito e modernit, Somaini sullorlo del vulcano, I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, Connessioni, la nuova mostra del Muba, Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e Godwin Champs Namuyimba, che hanno dato l’avvio a tutta questa lunga scia di appuntamenti e continuano a fare da fondamenta a una città che non smette mai di offrire qualcosa da vivere.


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