Il racconto sonante di cosa fare a Milano oggi, 25 novembre. Taac!
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- 25 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min

Milano oggi sembra aver deciso di brillare tutta insieme, con un’energia che ti arriva addosso appena metti piede fuori, e parte da quelle serate in cui in un angolo risuona la festa di Febbre a 90 al Fabrique mentre dall’altra parte della città si alza il ritmo profondo di Francis Mercier all’Amnesia Milano e il viaggio elettronico di Leon Vynehall da Arca si mescola ai cori pop di Cristina D’Avena e “90 all’Ora” all’Alcatraz, mentre fuori, tra strade e locali, si corre da una proiezione all’altra con Filmmaker Festival e ci si lascia travolgere dallo ska di “Ska Reggae Fest” al Q-Hub, o si canta a squarciagola con “Niente. Un Musical“ al Teatro Guanella. E mentre la musica esplode, i teatri accendono un’altra storia con Teatro Gerolamo: V13, le risate di Lisistrata e la fantasia che prende forma in Il fagiolo magico.
Intanto il centro si anima con Caro Lupo al Teatro Franco Parenti, la corsa incredibile di Il giro del mondo in 80 giorni al Teatro Carcano, il mercatino solidale del “Mercatino di beneficenza moda e vintage” alla parrocchia di S. Maria Incoronata, la folla entusiasta dell’“Italian Running Festival” da Morel, la meraviglia per bambini del Villaggio delle meraviglie, gli scatti naturali del Wildlife Photographer of the Year e la fantasia culinaria di Storie Nascoste nella Cucina degli Anime, mentre tra strade e cortili si muove la festa diffusa de “Il Sabato di Lambrate” in via Conte Rosso.
Più avanti la città si rimette in moto con la grande danza di “Bolle & Friends“ agli Arcimboldi, le due anime di Corti di Memoria e Corti di Memoria, la leggerezza acrobatica della “Cenerentola” dei Chicos Mambo e la potenza solenne della “Messa da Requiem” di Verdi diretta da Tjeknavorian, mentre si vive un viaggio emotivo con “Circles, il viaggio dei Giochi” al Carcano. Poi tra una sala e l’altra arriva l’esperienza multisensoriale di Sounds Like a Movie, il verde urbano di “Piantala” da Base Milano e il silenzio profondo di Elio Ciol. Sguardi e Silenzi.
In parallelo la città si accende con le parole e i volti di Filippo Caccamo, le storie di “Fuori di Tela“ con Filippo Caccamo al Lirico, il dibattito di “Fair Values” all’Adi Design Museum, le atmosfere giapponesi di Yuji Mizuta. Simulacrum e il racconto storico di Si combatteva qui! Italia 1943-1945, mentre nelle sale del Fontana torna l’intensità di Teatro Fontana: La città dei vivi.
E intanto la Galleria festeggia 110 anni di Camparino in Galleria, BookCity apre le sue pagine con BookCity Milano / L'inaugurazione di mercoledì 12 e il Teatro Strehler mette in scena la forza di Teatro Strehler: Riccardo III, mentre la Scala continua con l’opera di “Così fan tutte“. Poi ci si sposta nella dolcezza teatrale de L’angelo del focolare, nel movimento puro di “Serata Forsythe – The Blake Works“ alla Scala e nell’ironia tagliente de Il vedovo.
Poco più indietro la città ha attraversato pensieri e forme con Oltre il futurismo, ha raccontato fiabe in La bella mai addormentata, ha guardato l’essenza con Quando l’essenziale è invisibile, ha ritrovato memoria con “Apriamo le gabbie“ a Pacta Salone e ha vissuto la poesia civile di “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini”.
E nel loro percorso le mostre hanno continuato a moltiplicarsi: Formae. Mostra collettiva, Wild. Chi ricorda Edward Snowden?, Bianco. Mostra collettiva, i linguaggi giocosi di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, il teatro intelligente di Teatro Carcano: Ciarlatani e l’emozione di Un bès – Antonio Ligabue; poi la Scala ha ripreso il suo splendore con La Fille du régiment torna alla Scala mentre la città apriva le porte ai musei con Domenica al Museo e faceva incontrare architetture e ricordi in Città. Voci e visioni.
Si è poi sostata davanti ai colori di Frangi. Nobu at Elba Redux, si è respirata la ricerca di Igor Eškinja. I segni della Creazione, si è ascoltata la quiete antica di Lorenzo Lotto. Natività, si è guardata la storia viva di Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum e ci si è immersi nella tradizione di I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità.
Ancora un passo indietro e tornano le illusioni di Mostra “Escher” al Mudec, il racconto sportivo di Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“, le forme sacre di Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, le stanze del Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, le incisioni di Federica Galli. La Signora degli alberi e la materia scolpita di Fondazione Maria Cristina Carlini, mentre in scena tornava Teatro Elfo Puccini: Erano tutti miei figli e la Triennale continuava con 24 Esposizione Internazionale di Triennale. Disuguaglianze.
E andando ancora a ritroso si cammina tra i capolavori di Brueghel all’Ambrosiana, gli sguardi di I busti di Canova a Brera, il viaggio di Dalla Velasca alla Velarca, le sale di La Collezione Gianni Mattioli, la quiete di Casa Macchi. A Morazzone, la storia di Le Sale dei Lombardi e le mappe museali di Fondazione Luigi Rovati.
E quando il racconto continua si torna nei colori di Valentina Berardinone. Silent Invasion, nelle linee di Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, nei giochi di Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, nelle forme di Mariateresa Carbonato. Spazi, segni e colori, nelle cancellature di Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione e nell’entusiasmo di Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale.
Da qui il filo torna alle stanze di Attraverso le stanze, alla pittura di Alison Katz. Foundations, alla materia di Ludovic Nkoth. Physical Proof, alle sculture di Somaini. Il mondo nuovo, alle immagini di Nan Goldin. This Will Not End Well, ai ritratti rinascimentali de Il Rinascimento di Boccaccino, ai paesaggi liquidi di Jorge Cavelier. Il canto dell’acqua, ai miti di Tra mito e modernità, alle tensioni di Somaini sull’orlo del vulcano, alla storia familiare di I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, ai capolavori nascosti di Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, alle invenzioni creative di Connessioni, la nuova mostra del Muba, alla natura viva di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e allo sguardo intenso di Godwin Champs Namuyimba.
E in mezzo a tutto questo, Milano resta quel luogo dove ogni strada, ogni sala, ogni palco racconta qualcosa, e oggi lo fa con una voce ancora più forte, continua, viva. Sempre pronta a stupire.
Taac!

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