Il veloce racconto di Milano Eventi di venerdì 14 novembre. TAAC!
- 14 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Milano oggi sembra correre più veloce del solito, come se avesse deciso di mettere tutta la sua energia in un’unica giornata, e lo senti già dal fermento che parte dagli spazi più grandi, dove l’elettricità di Karmadrome – Indie is a place all’Arci Bellezza si mescola alle luci di “Splendido splendente” da Base, mentre poco lontano si rincorrono immagini, memoria e musica con “Bolle & Friends“ agli Arcimboldi, lo sguardo sospeso di Corti di Memoria e quello più cinematografico di Corti di Memoria, tra il respiro della “Cenerentola” dei Chicos Mambo e la forza della “Messa da Requiem” di Verdi diretta da Tjeknavorian. Nel frattempo si esplora il viaggio dei sensi con “Circles, il viaggio dei Giochi” al Carcano, si ascolta la città che cambia pelle con Sounds Like a Movie e si contempla il silenzio sospeso di Elio Ciol. Sguardi e Silenzi, mentre negli spazi di Base torna anche lo sguardo verde di “Piantala” da Base Milano.
Più avanti la città si riempie di battiti e risate tra Teatro Fontana: La città dei vivi, le parole di Filippo Caccamo e l’ironia che prende il volo con “Fuori di Tela“ con Filippo Caccamo al Lirico, mentre tra le sale del Design Museum si accende il dialogo di “Fair Values” all’Adi Design Museum; intanto Milano riflette sulla memoria con Si combatteva qui! Italia 1943-1945 e si perde nelle atmosfere astratte di Yuji Mizuta. Simulacrum.
E non finisce qui, perché mentre le vie cominciano a riempirsi, la Galleria festeggia 110 anni di Camparino in Galleria, il cuore della città apre le pagine di BookCity Milano / L'inaugurazione di mercoledì 12 e il palco dello Strehler vibra con Teatro Strehler: Riccardo III, mentre la Scala diffonde ancora le sue armonie con “Così fan tutte“. Restando in questa scia si passa alla delicatezza teatrale de L’angelo del focolare, al fascino tecnico di “Serata Forsythe – The Blake Works“ alla Scala e al sorriso affilato de Il vedovo.
Poi Milano rallenta e si lascia guardare attraverso linguaggi diversi: prima nel passo sospeso di Oltre il futurismo, poi nella fiaba luminosa di La bella mai addormentata e nella riflessione delicata di Quando l’essenziale è invisibile; nel frattempo si torna a parlare di libertà con “Apriamo le gabbie“ a Pacta Salone e si custodisce la memoria poetica di “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini”.
E intanto le mostre continuano a disegnare la città: Formae. Mostra collettiva, le ombre digitali di Wild. Chi ricorda Edward Snowden?, le stratificazioni di Bianco. Mostra collettiva, le invenzioni di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, l’ironia di Teatro Carcano: Ciarlatani e l’emozione di Un bès – Antonio Ligabue, mentre la Scala torna ancora protagonista con La Fille du régiment torna alla Scala.
Poi i musei si aprono con Domenica al Museo, le visioni si incrociano in Città. Voci e visioni, il colore esplode in Frangi. Nobu at Elba Redux e si torna alla ricerca sui materiali con Igor Eškinja. I segni della Creazione, mentre la delicatezza antica di Lorenzo Lotto. Natività si accosta allo sguardo duro di Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum e alla tradizione viva di I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità.
Più indietro si attraversano gli spazi del Mudec con Mostra “Escher” al Mudec, si ascoltano storie al Menotti con Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“, ci si riempie di forme in Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, si attraversano i processi del Novecento con Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, si ammira la poesia degli alberi in Federica Galli. La Signora degli alberi, si entra negli spazi di Fondazione Maria Cristina Carlini e si ritorna in platea con Teatro Elfo Puccini: Erano tutti miei figli, mentre la Triennale continua a interrogare con 24 Esposizione Internazionale di Triennale. Disuguaglianze.
E mentre si scende ancora si incontrano Brueghel all’Ambrosiana, I busti di Canova a Brera, il racconto di Dalla Velasca alla Velarca, le sale di La Collezione Gianni Mattioli, il silenzio antico di Casa Macchi. A Morazzone, la storia profonda di Le Sale dei Lombardi e le mappe di Fondazione Luigi Rovati.
Poi la città si colora con Valentina Berardinone. Silent Invasion, Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, Mariateresa Carbonato. Spazi, segni e colori, Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione e le prime luci di Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale.
E poi la memoria si allunga fino alle sale dove risuonano Attraverso le stanze, la materia contemporanea di Alison Katz. Foundations, i colori potenti di Ludovic Nkoth. Physical Proof, la scultura viva di Somaini. Il mondo nuovo, la narrazione viscerale di Nan Goldin. This Will Not End Well, la storia viva de Il Rinascimento di Boccaccino, la natura cantata di Jorge Cavelier. Il canto dell’acqua, fino ai percorsi collettivi di Tra mito e modernità, alla materia incandescente di Somaini sull’orlo del vulcano, al racconto familiare di I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, ai dettagli nascosti di Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, alla fantasia del MUBA con Connessioni, la nuova mostra del Muba, al colore pieno di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e allo sguardo intenso di Godwin Champs Namuyimba.
E così, senza fermarsi un momento, Milano oggi scorre come un racconto unico e pieno, un flusso continuo di voci, luci e storie che si intrecciano e riempiono la città da cima a fondo.
Taac!


Commenti