Milano, gennaio tra arte antica e ricerca contemporanea
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Gennaio a Milano è anche il mese in cui le mostre respirano ancora dell'autunno appena finito e già guardano alla primavera. I musei restano aperti, le gallerie continuano a proporre, e la città offre un panorama espositivo che attraversa secoli, linguaggi e geografie. Dalle sale di Palazzo Reale alle fondazioni private, dall'arte antica alla fotografia contemporanea, ecco cosa vedere in città e dintorni.

Tra Rinascimento e Neoclassicismo
A Palazzo Reale resta aperta Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, una mostra che usa la tecnologia per indagare i segreti nascosti nei capolavori dell'arte. Non lontano, a Cremona, si può visitare Il Rinascimento di Boccaccino, un'occasione per riscoprire uno dei pittori più importanti del Cinquecento lombardo. Sempre in tema di grandi maestri, la Pinacoteca Ambrosiana ospita Brueghel all'Ambrosiana, un nucleo di opere della celebre famiglia di pittori fiamminghi.
Per chi ama la scultura, Brera propone I busti di Canova a Brera, mentre Palazzo Reale presenta Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo, una riflessione su due città che hanno segnato il gusto europeo tra Settecento e Ottocento. Chi si spinge fino a Ossuccio, sul lago di Como, può scoprire Dalla Velasca alla Velarca, una mostra che lega architettura e paesaggio.
La Pinacoteca Ambrosiana custodisce anche Lorenzo Lotto. Natività, un dipinto che racconta la devozione e la sensibilità di uno dei pittori più inquieti del Rinascimento, mentre alla Pinacoteca di Brera si può visitare Il Polittico di Monte San Martino, un'opera quattrocentesca di grande fascino.
Novecento e modernità
Il Museo del Novecento propone Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, un percorso che indaga il rapporto tra corpo, azione e arte. Alla Fondazione Prada, Somaini. Il mondo nuovo rilegge la scultura di Francesco Somaini attraverso un allestimento che ne esalta la forza visionaria. Non distante, la Fondazione Arnaldo Pomodoro apre le porte con Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, un viaggio nella mente di uno dei più grandi scultori italiani viventi.
Per chi ama la grafica e la cancellatura, c'è Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione, una mostra che celebra l'artista che ha fatto della cancellazione un gesto poetico. Alla Galleria d'Arte Moderna, Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo ricostruisce il percorso di un'artista che ha attraversato astrazione, segno e materia. Sempre in ambito modernista, Pino Pinelli. Disseminazione Sacra indaga il rapporto tra pittura e spiritualità.
Il MAGA di Gallarate ospita Oltre il futurismo., una mostra che guarda alle conseguenze del movimento di Marinetti, mentre alla Fondazione Marconi si può visitare Mario Nigro. Spazio totale 1952-55, un focus su uno dei momenti più radicali dell'astrattismo italiano. Alla GAMeC di Bergamo, Gillo Dorfles. Ibridi e Personaggi racconta il lato meno conosciuto del critico e filosofo.
Per chi cerca un confronto con la grande pittura internazionale, c'è Jack Vettriano, il pittore scozzese che ha fatto del realismo romantico una cifra riconoscibile in tutto il mondo. E a Palazzo Reale, I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un'eredità mette a confronto Velázquez, Goya e Picasso in un dialogo serrato tra epoche e stili.
Fotografia e sguardi sul mondo
Al Mudec prosegue Nan Goldin. This Will Not End Well, una mostra che racconta l'America degli ultimi decenni attraverso lo sguardo crudo e poetico di una delle fotografe più influenti del nostro tempo. Sempre al Mudec, si può visitare Wildlife Photographer of the Year, il premio internazionale che celebra la fotografia naturalistica.
Alla Fondazione Forma, Walter Rosenblum. Il mondo e la tenerezza restituisce l'umanità profonda di un fotografo che ha raccontato New York, l'Italia e il mondo con delicatezza. Alla Triennale, Ritratto di Famiglie indaga il tema della famiglia attraverso gli occhi di fotografi contemporanei, mentre Trentino Unexpected racconta il paesaggio alpino in modo inatteso.
Alla Fondazione Deloitte, Photo Grant di Deloitte 2025 presenta i vincitori del premio annuale dedicato alla fotografia contemporanea, e alla Fondazione Stelline Fede e guerra. Una mostra fotografica all'Ambrosianeum esplora il rapporto tra conflitto e spiritualità attraverso immagini di grande impatto.
Per chi è affascinato dall'India, India. Di bagliori e fughe è un viaggio visivo in un paese che non smette mai di sorprendere. E al MUDEC, L'Italia sulla neve racconta la montagna italiana attraverso gli occhi della fotografia storica.
Arte contemporanea e installazioni
Alla Fondazione Prada, Hito Steyerl. The Island è un'installazione video che indaga il rapporto tra tecnologia, potere e rappresentazione. Al Pirelli HangarBicocca, Chiharu Shiota. The moment the snow melts trasforma lo spazio in un'esperienza immersiva fatta di fili, memoria e assenza.
Alla Fondazione Elpis, Valentina Berardinone. Silent Invasion esplora le contraddizioni del contemporaneo, mentre alla Fondazione ICA Milano Igor Eškinja. I segni della Creazione rilegge la scultura attraverso il gesto e la materia.
Alla Galleria Lorenzelli, Frangi. Nobu at Elba Redux racconta il paesaggio dell'Elba con la pittura visionaria di Giovanni Frangi, mentre alla Galleria Raffaella Cortese Ketty La Rocca, VALIE EXPORT. Body Sign mette a confronto due grandi voci femminili dell'arte concettuale e performativa.
Alla Fondazione Mudima, Sabrina D'Alessandro. Leonardo parlante reinterpreta il genio vinciano, mentre alla Galleria Antonio Colombo Riccardo Ricca. La particella di Dio indaga il rapporto tra arte e fisica quantistica.
Per chi cerca dialoghi tra artisti, Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova propone un confronto tra pittura brasiliana e russa, mentre Oliver Osborne, Lewis Hammond, Isabella Costabile è una mostra collettiva che esplora il paesaggio contemporaneo. Alla Galleria Massimo De Carlo, Ludovic Nkoth. Physical Proof racconta l'identità e il corpo attraverso la pittura figurativa.
Tra pop culture e nuove visioni
Al MEET Digital Culture Center, Storie Nascoste nella Cucina degli Anime esplora il rapporto tra animazione giapponese e cibo, mentre a Sesto San Giovanni Balloon Museum - Euphoria Art is in the air trasforma l'arte gonfiabile in un'esperienza immersiva per tutte le età.
Al Museo della Scienza e della Tecnologia, La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida permette di scoprire il refettorio leonardesco, mentre alla Fondazione Luigi Rovati si possono visitare le collezioni etrusche con Fondazione Luigi Rovati.
Alla Pinacoteca di Brera, La Collezione Gianni Mattioli racconta il futurismo e il novecento italiano, mentre Le Sale dei Lombardi ricostruiscono la pittura lombarda tra Quattro e Cinquecento. Alla Fondazione Maria Cristina Carlini, Fondazione Maria Cristina Carlini apre le porte a un patrimonio d'arte moderna e contemporanea.
Mostre collettive e sguardi plurali
Alla Triennale, Città. Voci e visioni indaga il futuro urbano attraverso progetti, installazioni e riflessioni collettive. Al Museo della Scienza, I Giochi Olimpici. 3000 anni di storia racconta lo sport dall'antica Grecia a oggi, mentre al Mudec Mostra "Escher" al Mudec celebra il maestro olandese delle illusioni geometriche.
Alla Fondazione Pasquinelli, Fabio Mauri. De Oppressione rilegge uno degli artisti più radicali del secondo Novecento, mentre alla Fondazione Francesco Fabbri Marilù S. Manzini. IronicaMente gioca con l'ironia e la pittura.
Alla Galleria Il Castello, Sonia Costantini e Paola Paronetto. Materia di luce esplora il rapporto tra colore e superficie, mentre alla Galleria Nuova Icona Ingrid Floss. Chromatic Renaissance celebra la pittura come rinascita cromatica.
Alla Galleria Il Milione, Corrado Levi. Lettre agli amici racconta l'amicizia attraverso la grafica e la parola, mentre alla Galleria Cardi Fausto Bianchi. Skía indaga il tema dell'ombra e della luce.
Al Museo del Risorgimento, Si combatteva qui! Italia 1943-1945 ricostruisce gli anni della Resistenza attraverso documenti e testimonianze. E a Magenta, La favola bianca racconta l'inverno con un percorso espositivo dedicato ai più piccoli.
Milano a gennaio non dorme. Le mostre restano aperte, i musei continuano a raccontare, e la città offre un calendario che attraversa secoli, stili e geografie. C'è solo l'imbarazzo della scelta.

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