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Il racconto a tutto volume di Milano Eventi di giovedì 13 novembre. TAAC!

  • 13 nov 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

La sala da concerto dell'Auditorium di Largo Mahler in stile Kandinsky
La sala da concerto dell'Auditorium di Largo Mahler in stile Kandinsky

Milano oggi sembra avere il volume al massimo, con una giornata che parte già carica e non rallenta per un secondo, perché mentre al Forum esplode la festa di Jamiroquai al Forum e all’Alcatraz ruggisce la chitarra dei Wolf Alice all’Alcatraz, alla Santeria vibra l’elettricità di Tripolare alla Santeria e all’Arci Bellezza si scioglie la voce ipnotica di Lauryyn all’Arci Bellezza; intanto nel cuore della città il Teatro Fontana porta in scena l’intensità di Teatro Fontana: La città dei vivi, mentre lungo il Naviglio si respira un’atmosfera sospesa con “Dormi o fulmine di guerra!” in San Cristoforo, e negli spazi dell’Ateneo il pianoforte torna protagonista con Luca Buratto chiude Pianoforte in Ateneo 2025.

Nel frattempo, tra chiacchiere, storie e ironia, si ride e ci si riconosce con Chiacchiere & Ospiti: “I diari di Angela-Noi due cineasti-Capitolo terzo”, mentre al Lirico si accende il racconto di “Fuori di Tela“ con Filippo Caccamo al Lirico e al Design Museum si scoprono nuovi valori con “Fair Values” all’Adi Design Museum. Sempre oggi, tra immagini e immaginazione, prende forma l’universo di Yuji Mizuta. Simulacrum e si scava nella memoria con Si combatteva qui! Italia 1943-1945.

Restando in questa scia, la città riapre le porte di uno dei suoi luoghi più iconici per festeggiare 110 anni di Camparino in Galleria, mette in moto la fantasia con BookCity Milano / L'inaugurazione di mercoledì 12 e la porta sul palcoscenico con Teatro Strehler: Riccardo III, mentre alla Scala continua l’incanto di “Così fan tutte“. Più avanti, tra percorso e racconto, la scena teatrale si apre con “Serata Forsythe – The Blake Works“ alla Scala, si scalda con il sorriso di Il vedovo e si avvicina al cuore con L’angelo del focolare.

Voltando appena lo sguardo, la città si riempie delle domande e dei suoni di Oltre il futurismo, si illumina della ricerca visiva di La bella mai addormentata e lascia spazio alla delicatezza riflessiva di Quando l’essenziale è invisibile; un passo indietro e tornano vive le parole di “Apriamo le gabbie“ a Pacta Salone, insieme alla memoria poetica di “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini”.

Intanto, sul fronte delle mostre, Milano prosegue il suo viaggio tra visioni e linguaggi con Formae. Mostra collettiva, la fotografia politica di Wild. Chi ricorda Edward Snowden? e i racconti stratificati di Bianco. Mostra collettiva. Mentre la città si riempie delle parole di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, del gioco teatrale di Teatro Carcano: Ciarlatani e della forza narrativa di Un bès – Antonio Ligabue, la Scala torna a brillare con La Fille du régiment torna alla Scala.

E mentre i musei aprono le loro porte con Domenica al Museo, la città attraversa immagini, suoni e testi con Città. Voci e visioni e ritrova la luce malinconica di Frangi. Nobu at Elba Redux, passando per lo sguardo attento di Igor Eškinja. I segni della Creazione. Tornano poi la grazia pittorica di Lorenzo Lotto. Natività, la memoria storica di Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum e il dialogo tra tradizione e modernità di I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità.

Poco più indietro, Milano ha colorato il Mudec con Mostra “Escher” al Mudec, ha riportato in scena il racconto sportivo con Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“ e ha riempito gli spazi del Duomo con le forme sacre di Pino Pinelli. Disseminazione Sacra. Poi la città ha attraversato i gesti del Novecento con Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, si è immersa nella potenza di Federica Galli. La Signora degli alberi e ha ritrovato la modernità degli spazi con Fondazione Maria Cristina Carlini, mentre la voce familiare del teatro è tornata con Teatro Elfo Puccini: Erano tutti miei figli, e la Triennale ha riacceso il dibattito con 24 Esposizione Internazionale di Triennale. Disuguaglianze.

Scendendo ancora verso le radici della settimana, si incontrano le tele senza tempo di Brueghel all’Ambrosiana, si ammirano i volti scavati di I busti di Canova a Brera e si percorre Milano da un punto di vista tutto nuovo con Dalla Velasca alla Velarca. Si continua poi tra porte aperte e vecchie stanze con La Collezione Gianni Mattioli, tra memoria e paesaggi con Casa Macchi. A Morazzone e dentro la storia lombarda con Le Sale dei Lombardi.

E mentre i passi tornano verso il centro, il viaggio si fa scolpito con Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, si apre al surreale con Ivana Bašić. Fantasy Vanishes in Flesh e si lascia attraversare dalla luce di Fata Morgana. Memorie dall’invisibile, mentre le installazioni soffici e pop invadono gli spazi con Balloon Museum - Euphoria Art is in the air. In questa scia si muovono anche Valentina Berardinone. Silent Invasion, Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, Mariateresa Carbonato. Spazi, segni e colori, Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione e l’esplosione di danza che ha aperto la stagione con Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale.

E poi, tornando ancora più indietro nel racconto, Milano riporta alla mente Attraverso le stanze, la ricerca contemporanea di Alison Katz. Foundations, la forza materica di Ludovic Nkoth. Physical Proof, l’anima scolpita di Somaini. Il mondo nuovo, la fotografia viscerale di Nan Goldin. This Will Not End Well, il respiro antico de Il Rinascimento di Boccaccino e l’intensità di Jorge Cavelier. Il canto dell’acqua, per poi ritrovare la classicità rivisitata di Tra mito e modernità, il magma artistico di Somaini sull’orlo del vulcano, la poesia familiare di I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, la commistione tra arte e scienza di Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza e la creatività giocosa di Connessioni, la nuova mostra del Muba, fino a chiudere il cerchio con il colore intenso di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e lo sguardo profondo di Godwin Champs Namuyimba.

Tutto questo, in un’unica città e in un’unica giornata che scorre come un racconto senza pause. Milano oggi è così: piena, viva, continua. Sempre pronta a cambiare ritmo, sempre pronta a sorprendere.

 
 
 

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