Il ritmico racconto di cosa fare oggi a Milano, Lunedì 29 dicembre. Taac!
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- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 20 min

Dicembre a Milano è un mese in cui la città non rallenta, anzi: i teatri accendono i riflettori sulle ultime produzioni dell'anno, le sale da concerto preparano gli appuntamenti più attesi, e negli spazi culturali prendono forma nuovi percorsi espressivi. È il momento in cui il calendario si riempie di proposte che intrecciano tradizione e sperimentazione, mentre chi vive la città cerca qualcosa che scaldi le serate più fredde, che sia una storia raccontata dal vivo, una melodia che risuona in auditorium o un incontro con l'arte contemporanea.
Teatro e performance live

Al Teatro Menotti va in scena "Ahi Maria!": l'omaggio a Rino Gaetano debutta al Teatro Menotti, uno spettacolo che celebra il cantautore calabrese attraverso le sue canzoni più iconiche e i testi che hanno segnato un'epoca. Sul palco, un cast di musicisti e interpreti riporta in vita l'universo dissacrante e poetico di Gaetano, tra ironia pungente e malinconia. L'allestimento gioca con l'immaginario visivo degli anni Settanta, ricreando atmosfere che strizzano l'occhio al cabaret e alla canzone d'autore italiana.
Il Teatro Elfo Puccini ospita Teatro Elfo Puccini: Salveremo il mondo prima dell'alba, un lavoro che mescola drammaturgia contemporanea e riflessione generazionale. La pièce segue un gruppo di giovani che, nel corso di una notte, si confronta con paure e speranze legate al futuro del pianeta. La regia punta su una scenografia essenziale e su dialoghi serrati, costruendo una tensione che cresce fino all'ultimo istante.
Al Teatro alla Scala arriva "Una lady Macbeth del distretto di Mcensk" al Teatro alla Scala, l'opera di Šostakovič che racconta la storia cupa e violenta di Katerina Izmailova, una donna intrappolata in un matrimonio asfissiante che si ribella attraverso l'omicidio. La partitura, considerata tra le più audaci del compositore russo, alterna momenti di crudezza espressiva a passaggi di rara intensità lirica. La produzione scaligera punta su una lettura registica che valorizza il peso psicologico dei personaggi e l'impatto drammatico della vicenda.
Il Manzoni propone "Un ultimo giro" con Maria Pilar Pérez Aspa al Manzoni, un monologo in cui l'attrice spagnola dà voce a una donna che ripercorre le tappe della propria vita attraverso i ricordi di un viaggio mai completato. Il testo si muove tra ironia e commozione, con una messa in scena intima che lascia spazio alla forza interpretativa della protagonista.
Sempre al Manzoni c'è Teatro Manzoni: Ogni promessa è debito, una commedia che esplora le dinamiche familiari attraverso il filtro della commedia borghese. La storia ruota attorno a un capofamiglia che si trova costretto a mantenere promesse fatte con leggerezza, scoprendo quanto sia difficile uscire dalle trappole della propria parola data. Il ritmo è sostenuto, il cast affiatato, e il registro comico non rinuncia a qualche momento di riflessione.
Il Teatro Franco Parenti porta in scena Teatro Franco Parenti: Lezione d'amore. Sinfonia di un incontro, uno spettacolo che intreccia parola e musica per raccontare l'evoluzione di una relazione sentimentale. La drammaturgia si sviluppa come una partitura in cui i dialoghi si alternano a momenti musicali dal vivo, creando un'atmosfera sospesa tra realismo e astrazione. La regia lavora sui contrasti: leggerezza e peso, silenzio e suono, incontro e separazione.
Al Teatro Lirico Giorgio Gaber va in scena Teatro Lirico Giorgio Gaber: Il calamaro gigante, uno spettacolo che nasce dall'incontro tra teatro di figura e narrazione contemporanea. La storia segue le vicende di una comunità costiera che si confronta con l'apparizione di una creatura marina leggendaria, metafora di paure collettive e desideri repressi. La scenografia sfrutta tecniche di teatro d'ombre e proiezioni, costruendo un universo visivo potente e suggestivo.
A Magenta, il teatro comunale propone La favola bianca, uno spettacolo pensato per il pubblico familiare che rielabora in chiave contemporanea alcune delle fiabe classiche della tradizione europea. La regia gioca con costumi candidi e scenografie minimaliste, lasciando che la narrazione emerga attraverso il corpo degli attori e le musiche originali composte per l'occasione.
In scena anche La bella addormentata nel bosco, un allestimento che rivisita la celebre fiaba con un linguaggio scenico contemporaneo, mescolando danza, teatro e installazioni visive. La storia della principessa addormentata diventa pretesto per riflettere sul tempo sospeso, sull'attesa e sul risveglio, in una messa in scena che punta sull'impatto sensoriale più che sulla narrazione lineare.
Sul palco anche Tartufo, il classico di Molière che torna in una versione che strizza l'occhio al presente. La vicenda dell'impostore che si infiltra nella famiglia borghese di Orgone mantiene intatta la sua carica satirica, e la regia sceglie di accentuare i meccanismi della manipolazione e della credulità, temi che risuonano con particolare forza oggi.
Per i più piccoli, c'è DOVE ABITI BABBO NATALE?, uno spettacolo interattivo che porta i bambini alla scoperta del villaggio natalizio attraverso storie, canzoni e giochi scenici. L'allestimento punta sulla partecipazione del pubblico, trasformando la sala in uno spazio magico dove immaginazione e realtà si confondono.
Altro appuntamento per le famiglie è La Freccia Azzurra: marionette e attori raccontano Rodari, uno spettacolo che porta in scena il celebre racconto di Gianni Rodari attraverso la tecnica del teatro di figura. Le marionette convivono con gli attori in carne e ossa, dando vita a un mondo fantastico popolato da giocattoli ribelli e da un treno che attraversa la notte per portare doni ai bambini. La messinscena valorizza la poetica rodariana, fatta di ironia, tenerezza e impegno civile.
Danza e Musica

Il balletto classico torna protagonista con "La bella addormentata" di Nureyev, la celebre versione coreografata dal grande danzatore russo per il Balletto dell'Opéra di Parigi. Questa produzione, considerata una delle più fedeli allo spirito del balletto ottocentesco, si distingue per la ricchezza delle scenografie, la cura dei costumi e la complessità tecnica delle coreografie. Nureyev ha mantenuto intatta la struttura narrativa di Petipa, aggiungendo al contempo una profondità espressiva che dà maggiore risalto ai personaggi. La partitura di Čajkovskij accompagna ogni movimento, trasformando il palcoscenico in un luogo dove il tempo si dilata e la fiaba prende corpo.
Sul fronte musicale, c'è Il concerto di Capodanno dell'Orchestra Sinfonica di Milano (e dove acquistare i biglietti), l'appuntamento tradizionale che saluta l'anno nuovo con un programma che spazia dal repertorio classico viennese a pagine più moderne. L'orchestra milanese propone un concerto che alterna momenti di leggerezza a brani di maggiore impegno sinfonico, mantenendo viva la tradizione dei concerti di inizio anno senza rinunciare a qualche sorpresa nel programma.
Beethoven è protagonista con La Nona di Beethoven per ils econdo anno con Emmanuel Tjeknavorian in Auditorium, un concerto che vede il giovane direttore d'orchestra austriaco alla guida dell'esecuzione della Nona Sinfonia. L'opera, con il celebre "Inno alla gioia" nel finale, rappresenta uno dei vertici del repertorio sinfonico occidentale. Tjeknavorian, già apprezzato per il suo approccio energico e filologicamente consapevole, torna a Milano dopo il successo della scorsa stagione, proponendo una lettura che valorizza tanto la dimensione monumentale della partitura quanto i dettagli espressivi.
Per chi cerca sonorità contemporanee, c'è Serata "Stranger Sounds", un appuntamento dedicato alla musica elettronica e alle contaminazioni tra generi. La serata ospita producer e DJ che esplorano territori sonori poco battuti, mescolando techno oscura, ambient e influenze industriali. L'evento si svolge in uno spazio intimo, dove l'impianto audio e le luci sono pensati per creare un'esperienza immersiva.
Chi ama i ritmi sudamericani può partecipare alla JAM SESSION BRASILIANA!, una serata aperta in cui musicisti si ritrovano per improvvisare su bossa nova, samba e choro. L'atmosfera è informale, il pubblico può avvicinarsi al palco, e non è raro che qualcuno tra gli spettatori prenda in mano uno strumento e si unisca alla jam. L'appuntamento è pensato per chi cerca la musica dal vivo senza filtri, dove l'imprevisto è parte integrante della serata.
Incontri e workshop

Per chi è interessato all'autodifesa, c'è Corso di autodifesa Krav Maga, un percorso introduttivo alla disciplina israeliana che punta su tecniche pratiche ed efficaci. Il corso è aperto a tutti, senza distinzione di età o preparazione fisica, e si concentra su situazioni realistiche, insegnando a reagire in caso di aggressione. L'approccio è diretto, senza orpelli, e punta a sviluppare consapevolezza, prontezza e controllo.
Chi pratica yoga può partecipare a La PRATICA del LUNEDI' - ultima dell'anno, un incontro settimanale che chiude il calendario annuale con una sessione dedicata al rilascio delle tensioni accumulate. La pratica alterna posizioni statiche e sequenze fluide, accompagnate da esercizi di respirazione e momenti di meditazione. L'atmosfera è raccolta, lontana dai ritmi frenetici delle palestre, e l'insegnante guida i partecipanti verso un ascolto profondo del corpo.
Sul fronte astronomico, l'appuntamento è con UNA NOTTE SOTTO LE STELLE, una serata di osservazione del cielo notturno guidata da esperti astrofili. Muniti di telescopi e binocoli, i partecipanti possono osservare pianeti, costellazioni e oggetti celesti, mentre gli astronomi spiegano fenomeni e curiosità. L'evento si tiene in una location lontana dall'inquinamento luminoso della città, per garantire una visione nitida del firmamento.
Per chi ama le storie raccontate attraverso il cinema, c'è Claude Chabrol: maestro del noir, una rassegna dedicata al regista francese che ha fatto del thriller psicologico e della critica alla borghesia il cuore del proprio cinema. Vengono proiettati alcuni dei suoi film più rappresentativi, accompagnati da introduzioni critiche che contestualizzano l'opera di Chabrol all'interno della Nouvelle Vague e del cinema europeo degli anni Sessanta e Settanta.
Tempo libero e socialità
Per chi vuole godersi una serata informale, c'è MEAT MONDAY, un appuntamento fisso del lunedì sera dedicato alla carne alla griglia e alla convivialità. Il locale propone tagli selezionati, cotture al momento e un'atmosfera rilassata, ideale per chi cerca una cena senza troppe cerimonie. Il menu cambia settimanalmente, seguendo la disponibilità delle materie prime, e l'approccio è quello della cucina onesta, senza fronzoli.
Gli appassionati di sport invernali possono partecipare a PlayLover Winter Tour Boost - 3 Giorni, un weekend sulla neve pensato per chi vuole combinare sci, snowboard e momenti di socializzazione. Il programma include lezioni per principianti, escursioni fuoripista e serate a tema, il tutto organizzato per favorire l'incontro tra partecipanti. L'iniziativa si rivolge a un pubblico giovane, ma è aperta a chiunque voglia vivere la montagna in modo dinamico e informale.
Milano, in questo scorcio di dicembre, non si ferma. I palcoscenici accolgono storie che sfidano il tempo, le sale da concerto risuonano di partiture che parlano di ieri e di domani, e gli spazi espositivi si aprono a pratiche artistiche che interrogano il presente. È una città che continua a cercare, a proporre, a mettere in connessione chi la abita con linguaggi diversi, sempre in movimento.
Mostre a Milano: uno sguardo dentro le gallerie e i musei della città
Milano continua a confermarsi punto di riferimento per chi cerca l'arte nelle sue forme più diverse. Dalle sale storiche di Palazzo Reale agli spazi contemporanei disseminati per la città, passando per le fondazioni private e i musei che custodiscono patrimoni stratificati, dicembre si presenta come un mese ricco di aperture, proroghe e nuovi percorsi espositivi. Non si tratta solo di grandi nomi o retrospettive monumentali, ma anche di progetti più raccolti, mostre che indagano linguaggi specifici, che riportano alla luce figure dimenticate o che mettono in dialogo generazioni diverse. Chi percorre le vie del centro o si spinge verso le zone periferiche trova spazi che aprono porte su mondi lontani, su ricerche formali radicali, su storie che attraversano il Novecento e arrivano fino a noi.
Grandi mostre e retrospettive

Palazzo Reale ospita Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, un progetto che utilizza le più avanzate tecnologie di diagnostica per rivelare i segreti nascosti sotto la superficie di opere celebri. Radiografie, riflettografie, analisi stratigrafiche e indagini multispettrali svelano pentimenti, modifiche, tracce di restauri e tecniche esecutive che raccontano la storia materiale dei capolavori. La mostra non si limita a esporre le immagini diagnostiche, ma le mette in dialogo con le opere originali, permettendo al pubblico di comprendere il processo creativo degli artisti e il lavoro dei restauratori.
Sempre Palazzo Reale presenta Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo, una mostra che indaga il ruolo di Milano e Roma come centri propulsori del movimento neoclassico tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. Il percorso espositivo mette a confronto opere di Canova, Appiani, Thorvaldsen e Camuccini, evidenziando le differenze e le convergenze tra la scuola romana, più legata all'antico, e quella milanese, più aperta alle istanze dell'Illuminismo e del nascente Romanticismo.
A Cremona, Il Rinascimento di Boccaccino celebra uno dei maestri del Rinascimento lombardo. Boccaccio Boccaccino, attivo tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, ha lasciato un'impronta profonda nella pittura cremonese, influenzato dai grandi modelli ferraresi e veneziani. La mostra riunisce pale d'altare, affreschi staccati e disegni preparatori, restituendo la complessità di un artista che ha saputo mediare tra tradizione locale e innovazioni provenienti da altri centri.
Al Mudec, la mostra Mostra "Escher" al Mudec propone un viaggio nell'universo visivo di Maurits Cornelis Escher, maestro dell'impossibile e degli inganni percettivi. Le sue incisioni, costruite con rigore matematico e alimentate da una fantasia inesauribile, esplorano temi come l'infinito, la metamorfosi, la relatività dello spazio. Il percorso espositivo ricostruisce l'evoluzione del linguaggio escheriano, dai paesaggi italiani degli anni Venti alle complesse tessellature degli anni Cinquanta e Sessanta.
La Pinacoteca Ambrosiana dedica spazio a Brueghel all'Ambrosiana, un'esposizione che valorizza la presenza di opere della famiglia Brueghel nelle collezioni milanesi. Accanto ai lavori di Pieter Brueghel il Vecchio, la mostra presenta dipinti di Jan Brueghel il Vecchio e Jan Brueghel il Giovane, artisti che hanno portato avanti la tradizione paterna declinandola in direzioni diverse, tra nature morte, paesaggi fiamminghi e scene allegoriche.
A Brera, I busti di Canova a Brera riunisce alcuni dei ritratti scultorei più significativi realizzati da Antonio Canova. I busti esposti mostrano la capacità dello scultore veneto di coniugare idealizzazione classica e attenzione fisiognomica, restituendo al contempo la dignità del modello e l'eleganza formale propria della statuaria antica.
Alla Fabbrica del Vapore, I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un'eredità mette a confronto Dalí, Miró e Picasso, tre giganti dell'arte del Novecento accomunati dalla provenienza spagnola ma separati da percorsi radicalmente diversi. La mostra esplora le traiettorie individuali, evidenziando i punti di contatto e le divergenze, dalle sperimentazioni cubiste di Picasso alle visioni oniriche di Dalí, passando per l'universo poetico e simbolico di Miró.
Sempre alla Fabbrica del Vapore, Dalì, Mirò e Picasso: I Tre Grandi di Spagna in mostra alla Fabbrica del Vapore di Milano offre un'occasione per approfondire il rapporto tra questi tre maestri attraverso un percorso che alterna opere pittoriche, sculture, disegni e stampe.
Fotografia e arti visive
La mostra Nan Goldin. This Will Not End Well presenta il lavoro della fotografa americana che ha rivoluzionato il linguaggio fotografico contemporaneo con le sue immagini crude, intime, spesso dolorose. Goldin racconta la vita notturna, le relazioni, la droga, la malattia, l'amore e la perdita senza filtri, costruendo un diario visivo che è al contempo personale e universale. Le fotografie esposte attraversano decenni di attività, documentando una generazione e una città – New York – in un momento di trasformazione radicale.
La mostra Wildlife Photographer of the Year porta a Milano le immagini premiate nel più prestigioso concorso internazionale di fotografia naturalistica. Le fotografie esposte documentano la straordinaria varietà del mondo naturale, dalla vita degli oceani alle foreste pluviali, dai deserti alle regioni polari, con un'attenzione particolare alla fragilità degli ecosistemi e alle minacce rappresentate dai cambiamenti climatici e dall'intervento umano.
All'Ambrosianeum, Fede e guerra. Una mostra fotografica all'Ambrosianeum indaga il rapporto complesso tra religione e conflitto attraverso una selezione di immagini che documentano la presenza della dimensione spirituale nei teatri di guerra contemporanei. Le fotografie mostrano cappellani militari, momenti di preghiera, cerimonie religiose in zone di combattimento, evidenziando come la fede continui a rappresentare un riferimento anche nelle situazioni più estreme.
La Fondazione Prada ospita Walter Rosenblum. Il mondo e la tenerezza, una retrospettiva dedicata al fotografo americano allievo di Paul Strand e Lewis Hine. Rosenblum ha documentato la vita quotidiana dei quartieri popolari di New York, le comunità di immigrati, i movimenti per i diritti civili, con uno sguardo sempre attento alla dignità delle persone ritratte. Le sue fotografie coniugano impegno sociale e ricerca estetica, costruendo un ritratto dell'America del secondo Novecento che non rinuncia alla complessità.
La mostra Ritratto di Famiglie esplora il tema del ritratto familiare attraverso il lavoro di fotografi contemporanei che indagano le trasformazioni della famiglia nelle società occidentali. Le immagini documentano nuclei familiari di diverse composizioni, origini e configurazioni, mettendo in discussione il modello tradizionale e restituendo la varietà delle forme di convivenza e affetto.
Il Photo Grant di Deloitte 2025 presenta i lavori dei fotografi emergenti vincitori dell'edizione 2025 del premio dedicato alla fotografia contemporanea. Il grant sostiene progetti che esplorano tematiche sociali, ambientali e culturali attraverso il linguaggio fotografico, offrendo ai giovani autori la possibilità di sviluppare ricerche a lungo termine.
Arte contemporanea e sperimentazione
Il Pirelli HangarBicocca presenta Nan Goldin. This Will Not End Well, una grande mostra che ripercorre la carriera della fotografa americana attraverso installazioni video, proiezioni e stampe fotografiche. L'esposizione si concentra sul tema della memoria e della perdita, con particolare attenzione agli anni dell'epidemia di AIDS e alla crisi degli oppioidi negli Stati Uniti.
Alla Fondazione Prada, Hito Steyerl. The Island propone un'installazione video che riflette sui temi dell'isolamento, della sorveglianza e della tecnologia. Steyerl, una delle artiste più influenti della scena contemporanea, costruisce narrazioni complesse che intrecciano documenti reali, finzione, computer graphics e found footage, interrogando il modo in cui le immagini plasmano la nostra percezione della realtà.
La mostra Chiharu Shiota. The moment the snow melts porta a Milano il lavoro dell'artista giapponese nota per le sue installazioni monumentali costruite con fili di lana che riempiono gli spazi espositivi creando architetture immateriali. Shiota lavora su temi come la memoria, l'assenza, la morte e la vita, utilizzando materiali poveri e gesti ripetitivi per costruire ambienti che coinvolgono emotivamente lo spettatore.
Al Museo del Novecento, Museo del 900: Galleria Gesti e Processi inaugura una nuova sezione permanente dedicata all'arte processuale e performativa. Il percorso espositivo riunisce opere che valorizzano il gesto, il processo creativo, la dimensione temporale dell'arte, con lavori di artisti come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Gina Pane e Marina Abramović.
La mostra Somaini. Il mondo nuovo celebra Francesco Somaini, scultore che ha attraversato il Novecento costruendo forme organiche e telluric
he, spesso di grandi dimensioni, che evocano paesaggi primordiali e architetture naturali. Le opere esposte testimoniano la ricerca continua di Somaini intorno al rapporto tra materia e forma, tra natura e artificio.
La Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, un percorso che ricostruisce le tappe fondamentali della carriera dello scultore attraverso opere, disegni, progetti architettonici e documentazione fotografica. La mostra mette in luce il rapporto di Pomodoro con Milano, città dove ha stabilito il proprio atelier e realizzato alcune delle sue sculture pubbliche più importanti.
A Sesto San Giovanni, Balloon Museum - Euphoria Art is in the air propone un'esperienza immersiva dedicata all'arte gonfiabile. Il museo ospita installazioni di artisti internazionali che lavorano con materiali pneumatici, creando ambienti colorati e interattivi che invitano il pubblico a entrare, toccare, giocare. L'approccio è ludico ma non superficiale, e dietro l'apparente leggerezza delle opere si celano riflessioni sulla fragilità, la trasformazione, la temporaneità.
Sempre a Sesto San Giovanni, Euphoria, Art is in the air: a Milano arriva il Balloon Museum (e i biglietti sono in sconto) offre un'ulteriore occasione per visitare l'esposizione dedicata all'arte gonfiabile, con percorsi pensati per coinvolgere pubblici di tutte le età.
La mostra Valentina Berardinone. Silent Invasion presenta il lavoro dell'artista italiana che indaga il rapporto tra corpo, spazio e identità attraverso installazioni video, fotografie e sculture. Berardinone costruisce narrazioni visive che esplorano il tema dell'invasione silenziosa, intesa come penetrazione invisibile di forze esterne che modificano la percezione di sé e del mondo circostante.
La Fondazione Carriero ospita Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, un progetto site-specific dell'artista che ha dedicato gran parte della propria ricerca all'astrazione geometrica. Pinelli interviene sugli spazi della fondazione con installazioni pittoriche che dialogano con l'architettura, creando percorsi di luce e colore che trasformano la percezione degli ambienti.
La mostra Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo riporta l'attenzione su una figura centrale dell'astrattismo italiano. Lazzari, attiva dalla fine degli anni Trenta fino agli anni Ottanta, ha attraversato diverse fasi espressive, dalla figurazione al segno informale, fino all'astrazione geometrica. La mostra ricostruisce il suo percorso attraverso dipinti, collage, disegni e arazzi, evidenziando il dialogo costante con le avanguardie europee.
La Galleria d'Arte Moderna espone Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione, un'ampia retrospettiva dedicata all'artista siciliano che ha fatto della cancellatura il proprio linguaggio distintivo. Isgrò interviene su libri, enciclopedie, documenti, mappe, cancellando parole e frasi per far emergere nuovi significati. Il gesto della cancellatura non è distruttivo ma generativo, e apre spazi di senso inattesi.
La mostra Un nuovo "Flashdance" inaugura la stagione del Nazionale celebra il film cult degli anni Ottanta attraverso un'esposizione che riunisce fotografie di scena, costumi, materiali promozionali e testimonianze video. L'evento si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione della cultura pop e del cinema mainstream.
Al Museo del Novecento, Oltre il futurismo. esplora le traiettorie artistiche successive alla stagione futurista, seguendo le vicende di artisti come Depero, Prampolini e Fillia che hanno continuato a sperimentare linguaggi innovativi tra le due guerre. La mostra evidenzia la pluralità di esiti del post-futurismo, dalle derive verso il primitivismo alle aperture verso l'astrattismo e il Surrealismo.
Alla Fondazione Cini, Si combatteva qui! Italia 1943-1945 documenta gli anni della guerra di Liberazione attraverso fotografie, manifesti, documenti d'archivio e testimonianze orali. Il percorso espositivo ricostruisce la geografia della Resistenza in Italia, evidenziando le specificità locali e il coinvolgimento di diverse componenti sociali e politiche.
La mostra Storie Nascoste nella Cucina degli Anime indaga il ruolo del cibo negli anime giapponesi, evidenziando come la rappresentazione della cucina e dei pasti veicolino valori culturali, memorie familiari e dinamiche relazionali. L'esposizione alterna sequenze tratte da celebri serie animate a materiali di approfondimento sulla cultura gastronomica nipponica.
Il Museo Poldi Pezzoli presenta I Giochi Olimpici. 3000 anni di storia, un percorso che ripercorre la storia dei giochi olimpici dall'antichità ai giorni nostri. La mostra riunisce reperti archeologici, medaglie, manifesti, equipaggiamenti sportivi e materiali audiovisivi, evidenziando le trasformazioni dei giochi nel tempo e il loro ruolo politico e sociale.
Alla Triennale, Trentino Unexpected propone una lettura inedita del Trentino attraverso il lavoro di fotografi e artisti contemporanei che hanno esplorato il territorio oltre gli stereotipi del turismo montano. Le immagini restituiscono un paesaggio complesso, segnato dalla storia, dalla modernità, dalle contraddizioni dello sviluppo.
Pittura e scultura del Novecento
La mostra Jack Vettriano presenta il lavoro del pittore scozzese noto per le sue scene notturne, i personaggi enigmatici, le atmosfere cinematografiche. Vettriano costruisce narrazioni visive che evocano il noir americano degli anni Quaranta e Cinquanta, con una particolare attenzione alla rappresentazione della solitudine, del desiderio, dell'ambiguità dei rapporti umani.
La Fondazione Marconi ospita Gillo Dorfles. Ibridi e Personaggi, una selezione di opere dell'artista e critico d'arte scomparso nel 2018. Dorfles, oltre alla sua attività teorica, ha portato avanti per tutta la vita una ricerca pittorica segnata dall'interesse per l'automatismo, il segno informale e la dimensione biomorfa. Le opere esposte appartengono alle diverse fasi della sua produzione, dalle prime sperimentazioni astratte degli anni Quaranta fino ai lavori più recenti.
La mostra Fabio Mauri. De Oppressione ricostruisce uno dei progetti più radicali dell'artista romano, che negli anni Settanta ha indagato il tema del potere, della violenza e dell'oppressione attraverso performance, installazioni e opere multimediali. Il percorso espositivo include documentazione video delle performance, oggetti e materiali utilizzati nelle azioni, disegni preparatori.
Alla Galleria Massimo De Carlo, Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova presenta i lavori di due giovani pittrici che, pur provenendo da contesti geografici e culturali diversi, condividono un approccio alla pittura che valorizza la materia, il gesto, l'accidentalità. Rheingantz, brasiliana, costruisce paesaggi astratti attraverso sovrapposizioni di colore e strati di pittura. Sosunova, russa, lavora sulla figura e sul ritratto con un linguaggio espressivo che rimanda alla tradizione dell'espressionismo tedesco.
La mostra Sonia Costantini e Paola Paronetto. Materia di luce mette a confronto il lavoro di due artiste che indagano il rapporto tra pittura e luce. Costantini costruisce superfici pittoriche stratificate in cui la luce sembra provenire dall'interno della materia cromatica. Paronetto lavora con tecniche miste, alternando zone di trasparenza e opacità, creando effetti di luminosità che modificano la percezione dello spazio.
La mostra Marilù S. Manzini. IronicaMente presenta il lavoro di un'artista che utilizza l'ironia come strumento critico. Le opere esposte, tra pitture, collage e installazioni, giocano con gli stereotipi della cultura di massa, ribaltando significati e mettendo in discussione convenzioni estetiche e sociali.
La Galleria Lorcan O'Neill presenta Ingrid Floss. Chromatic Renaissance, una serie di pitture che reinterpretano motivi e composizioni rinascimentali attraverso una tavolozza cromatica contemporanea. Floss lavora sulla citazione e sulla rielaborazione, costruendo opere che oscillano tra omaggio e straniamento.
La mostra Mario Nigro. Spazio totale 1952-55 si concentra su un momento cruciale della ricerca di Nigro, quando l'artista sviluppa il concetto di "spazio totale" attraverso dipinti che integrano segno, colore e struttura architettonica. Le opere esposte testimoniano il passaggio dall'informale a una forma di astrazione più rigorosa e costruttiva.
Alla Galleria Punto Sull'Arte, Riccardo Ricca. La particella di Dio presenta un ciclo di pitture ispirate alla fisica delle particelle e alla ricerca del bosone di Higgs. Ricca traduce in forme visive concetti scientifici complessi, costruendo opere che oscillano tra astrazione geometrica e rappresentazione simbolica.
La mostra Corrado Levi. Lettre agli amici riunisce dipinti, disegni e lettere del pittore torinese che ha attraversato il Novecento mantenendo una posizione appartata rispetto alle correnti dominanti. Levi ha sviluppato un linguaggio pittorico personale, attento alla luce e al colore, nutrito di riferimenti alla tradizione italiana e alle esperienze parigine.
Maestri antichi e arte sacra
La Pinacoteca Ambrosiana espone Lorenzo Lotto. Natività, un dipinto che testimonia la capacità del pittore veneziano di rinnovare i soggetti tradizionali attraverso soluzioni compositive inedite e una sensibilità cromatica raffinata. L'opera, proveniente da una collezione privata, viene presentata al pubblico dopo un restauro che ne ha restituito la freschezza originale.
La mostra Il Polittico di Monte San Martino presenta un'opera quattrocentesca di recente attribuzione, dopo un lungo lavoro di studio e restauro. Il polittico, smembrato nel corso dei secoli, viene ricomposto idealmente attraverso l'esposizione delle tavole superstiti, accompagnate da riproduzioni fotografiche delle parti disperse.
La Fondazione Sant'Ambrogio presenta Igor Eškinja. I segni della Creazione, un progetto site-specific in cui l'artista croato interviene negli spazi della basilica con installazioni scultoree che dialogano con l'architettura romanica. Eškinja lavora con materiali industriali – lamiere, tubi, strutture metalliche – trasformandoli in elementi che evocano forme organiche e naturali.
Spazi espositivi permanenti e nuove aperture
A Ossuccio, sul Lago di Como, Dalla Velasca alla Velarca propone un percorso che ricostruisce il legame tra architettura moderna e paesaggio lacustre attraverso la storia della Torre Velasca e della Villa Velarca, due edifici progettati dallo studio BBPR che rappresentano interpretazioni diverse dell'eredità razionalista.
La Fondazione Maria Cristina Carlini inaugura la propria sede espositiva dedicata all'arte contemporanea con un programma di mostre e residenze per artisti. La fondazione si propone di sostenere giovani artisti italiani e internazionali, offrendo spazi di lavoro, opportunità di produzione e visibilità.
Al Museo della Scienza e della Tecnologia, La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida propone visite guidate alla sala dell'ex refettorio di San Vittore che ospita una copia ottocentesca del Cenacolo di Leonardo. Il percorso evidenzia il rapporto tra arte e scienza nel Rinascimento, esplorando le tecniche pittoriche leonardesche e le innovazioni prospettiche.
Al Museo del Novecento, La Collezione Gianni Mattioli continua a essere esposta nelle sale dedicate del museo. La collezione, donata alla città di Milano, riunisce capolavori del Futurismo e dell'arte italiana del primo Novecento, con opere di Boccioni, Balla, Carrà, Modigliani e Morandi.
A Morazzone, in provincia di Varese, Casa Macchi. A Morazzone apre al pubblico come casa-museo dedicata all'architetto e designer Carlo Scarpa. L'edificio, progettato da Scarpa negli anni Sessanta, rappresenta un esempio di integrazione tra architettura e paesaggio, con particolare attenzione ai dettagli costruttivi e ai materiali.
A Brera, Le Sale dei Lombardi propone un nuovo allestimento delle opere di pittori lombardi attivi tra Quattrocento e Cinquecento. Il percorso evidenzia le specificità della scuola lombarda, caratterizzata da una particolare attenzione al naturalismo, alla resa della luce e alla rappresentazione del paesaggio.
La Fondazione Luigi Rovati continua a proporre il proprio percorso permanente dedicato all'arte etrusca, con un allestimento che valorizza la collezione di urne, sarcofagi, bronzi e ceramiche attraverso soluzioni espositive innovative. Gli spazi ipogei della fondazione, progettati dallo studio MCA di Mario Cucinella, dialogano con i reperti antichi creando un'atmosfera di sospensione temporale.
Nuove prospettive e sperimentazioni
La mostra Città. Voci e visioni esplora il tema della città attraverso il lavoro di artisti, fotografi, scrittori e filmmaker che hanno indagato lo spazio urbano come luogo di trasformazione, conflitto e possibilità. Il percorso espositivo alterna opere storiche e contemporanee, evidenziando continuità e rotture nella rappresentazione della metropoli.
La mostra Frangi. Nobu at Elba Redux presenta una serie di dipinti e disegni dedicati al paesaggio dell'isola d'Elba. Frangi lavora sulla relazione tra figure e ambiente naturale, costruendo composizioni che oscillano tra astrazione e figurazione, in cui il paesaggio diventa pretesto per una riflessione sulla pittura stessa.
La mostra Sabrina D'Alessandro. Leonardo parlante propone un'installazione video in cui l'artista dà voce a Leonardo da Vinci attraverso letture dei suoi scritti, animazioni digitali e ricostruzioni tridimensionali dei disegni. Il progetto esplora la dimensione visionaria e speculativa del pensiero leonardesco, evidenziando la sua attualità.
La Domenica al Museo è un'iniziativa che prevede l'apertura gratuita dei musei civici la prima domenica del mese, accompagnata da visite guidate, laboratori e attività per famiglie. L'iniziativa mira a favorire l'accesso alla cultura e a far conoscere il patrimonio museale milanese a un pubblico più ampio.
La mostra India. Di bagliori e fughe presenta il lavoro di artisti indiani contemporanei che indagano la complessità sociale, culturale e religiosa del subcontinente. Le opere esposte, tra pitture, sculture, video e installazioni, riflettono sulle contraddizioni dell'India odierna, tra tradizione e modernità, ricchezza e povertà, spiritualità e consumismo.
Arte e mostre
Nel campo dell'arte contemporanea, la mostra Ketty La Rocca, VALIE EXPORT. Body Sign mette a confronto due artiste che hanno fatto del corpo un territorio di ricerca e di lotta politica. Ketty La Rocca, artista italiana prematuramente scomparsa negli anni Settanta, ha lavorato sulla relazione tra corpo femminile, linguaggio e potere, utilizzando fotografia, performance e video. VALIE EXPORT, figura centrale della scena artistica austriaca, ha indagato il corpo come strumento di resistenza e di sovversione delle rappresentazioni tradizionali della donna. La mostra raccoglie opere, documentazioni fotografiche e materiali d'archivio, costruendo un dialogo serrato tra le due pratiche artistiche.
A Palazzo Reale, Fausto Bianchi. Skía presenta una selezione di lavori dell'artista milanese che esplora il confine tra pittura e installazione. Bianchi lavora per stratificazioni, sovrapponendo materiali, colori e forme che sembrano emergere da una dimensione ctonia, quasi geologica. Il titolo della mostra, che in greco significa "ombra", allude a una dimensione di sottrazione e di assenza che attraversa tutta la sua produzione. Le opere esposte occupano gli spazi del palazzo con una presenza fisica prepotente, dialogando con l'architettura storica e creando cortocircuiti tra antico e contemporaneo.
Altra mostra da segnalare è L'Italia sulla neve, un progetto espositivo che raccoglie fotografie storiche e documenti legati alla storia degli sport invernali in Italia. Dalle prime discese sugli sci negli anni Venti del Novecento fino ai successi olimpici, la mostra ricostruisce un pezzo di storia sociale e culturale attraverso immagini d'epoca, manifesti pubblicitari e testimonianze di atleti. Il percorso mette in luce come la montagna e la neve siano diventate elementi centrali nell'immaginario collettivo italiano, intrecciandosi con il turismo, lo sviluppo economico e la costruzione di un'identità nazionale.
Il percorso espositivo DDL. Il pensiero oltre il design indaga il rapporto tra progettazione e riflessione teorica, portando alla luce il lavoro intellettuale che sta dietro agli oggetti di uso quotidiano. La mostra raccoglie prototipi, schizzi, modelli e documenti che raccontano il processo creativo di alcuni dei più importanti designer italiani, mettendo in evidenza come il design non sia solo forma, ma anche pensiero critico sul mondo contemporaneo. Gli oggetti esposti diventano pretesto per ragionare su temi come sostenibilità, accessibilità e funzione sociale del progetto.
Milano, in questo mese, conferma la propria vocazione a essere crocevia di sguardi e linguaggi. Le mostre disegnano una mappa complessa, dove si intrecciano percorsi storici e ricerche contemporanee, tradizione e rottura, ricerca formale e urgenza espressiva. Chi visita queste sale trova uno spazio di confronto, di scoperta, di riflessione, dove l'arte continua a porre domande e a offrire visioni.

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