L'immersivo racconto di cosa fare oggi a Milano, lunedì 27 novembre
- 27 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min

Partendo da ciò che accade più avanti ci si trova subito immersi nell’energia vivissima di I Giochi Olimpici. 3000 anni di storia, che risveglia subito quel senso di movimento continuo e di scoperta che mette in moto la giornata, mentre poco più in là prende forma l’intimità di Teatro Manzoni: Perfetti sconosciuti con quel suo modo di entrare nelle relazioni e scomporle con leggerezza. A seguire ci si ritrova immersi nell’estro creativo di ARTINO FAAA. Festival Arte Applicata, che porta una vibrazione artigianale e vivace che resta addosso. Proprio vicino, lo sguardo corre al ritmo contemporaneo della fotografia con Photo Grant di Deloitte 2025, mentre più avanti si intrecciano mondi e sensibilità con Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova. Da qui la strada porta alla tensione elegante di Claude Chabrol: maestro del noir e poi alla vibrazione civile di In Conservatorio il “Concerto Civile Giorgio Ambrosoli 2025“, che rimette al centro un respiro più profondo.
Intanto ci si avvicina alla forza narrativa di Teatro Elfo Puccini: Venivamo tutte per mare, e poco oltre si entra nel dialogo tra fede e musica di Musica e Teologia in Santa Maria delle Grazie. Poi arriva la magia minimalista di Ludovico Einaudi con “Echoes from The Summer Portraits” torna al Dal Verme, che scivola morbida e avvolgente, mentre subito dopo prende voce il progetto sociale di Riparare Crepe con loro. Andando oltre emerge l’atmosfera sospesa di “L'incanto: the Touch of Pupi Avati”, a cui segue il viaggio sonoro di “Di padre in figlio: l’eredità musicale della famiglia Scarlatti“ in San Cristoforo. Proseguendo si accende l’energia live di Tom Odell al Forum e poi quella vibrante di Sophie and the Giants ai Magazzini Generali, mentre la serata trova un suo angolo più caldo con “Una notte per Faber: Milano canta De André” al Bellezza. A chiudere questo blocco si aggiunge il tocco più cinematografico di Anteprima “Il primo figlio” con regista.
Scendendo si ritrova l’incanto classico di Teatro della Cooperativa: Moussa in Paradiso, mentre proprio accanto si dispiega il mondo frenetico e sospeso di Teatro Menotti: La tempesta. Qui entra in scena la forza drammatica di “Prima Facie“ al Teatro Parenti, che trascina con il suo sguardo netto, mentre più vicino si apre la voce di Piccolo Teatro Studio Melato: Edipus. Subito dopo prende forma la dimensione sociale e coinvolgente di “Together To Shop” al Centro Tog Carlo De Benedetti.
Tornando indietro la giornata si tinge di riflessi intensi con India. Di bagliori e fughe, e poco dopo la voce si fa più emotiva con Oreste è salvo? Le parole che rimarginano. Rimanendo immersi ci si muove nella delicatezza familiare di Ritratto di Famiglie e nel fascino luminoso di Trentino Unexpected. Poco più indietro si sente l’aria natalizia di Mercatino di Natale benefico di CasAmica 2025, a cui segue il ritmo teatrale di Pacta Salone: La fattoria degli animali. Più indietro ancora si incontra l’estro pop di Jack Vettriano, subito affiancato dalla vivacità di Gillo Dorfles. Ibridi e Personaggi, mentre poco oltre compaiono le storie vive di “Moira per sempre“: performance e incontri per Moira Orfei e l’intensità musicale della “Riccardo Muti Italian Opera Academy” a Fondazione Prada.
Più indietro si sente la profondità di Chiharu Shiota. The moment the snow melts, insieme alla freschezza pop di Profondamente Damiano. Proseguendo si raggiunge l’ironia di La fregatura di avere un'anima, la poesia materica di Mario Ceroli. Teatro domestico, il respiro internazionale di Wildlife Photographer of the Year e la leggerezza natalizia del Villaggio delle meraviglie. Più avanti si scioglie la fantasia visiva di Storie Nascoste nella Cucina degli Anime, subito accostata alla tensione storica di Si combatteva qui! Italia 1943-1945, al rigore di Yuji Mizuta. Simulacrum e alla scena narrativa di Teatro Strehler: Riccardo III.
Andando ancora indietro si incontrano le vibrazioni sospese di Oltre il futurismo. e il respiro più intimo di L’angelo del focolare. Poi appare la dolcezza di La bella mai addormentata, e accanto emerge l’omaggio potente di “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini”. Più avanti si fanno spazio le visioni collettive di Formae. Mostra collettiva, e subito dopo l’esperienza museale di Domenica al Museo. Andando oltre spicca l’estro di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, seguito dal taglio contemporaneo di Frangi. Nobu at Elba Redux.
Più indietro ancora si incontrano le voci urbane di Città. Voci e visioni, l’intensità di Igor Eškinja. I segni della Creazione, la dolce malinconia di Lorenzo Lotto. Natività, e più indietro il sapore documentale di Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum. Da qui la storia si intreccia con i colori di I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità, e subito oltre arriva il racconto sportivo di Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“. Tornando ancora indietro emerge il labirinto grafico di Mostra “Escher” al Mudec, e da lì parte una sequenza di incontri d’arte: Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, Fondazione Luigi Rovati, Le Sale dei Lombardi, Casa Macchi. A Morazzone, La Collezione Gianni Mattioli, La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida.
Più indietro ancora si passa per la sensibilità naturale di Fondazione Maria Cristina Carlini, per il percorso del Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, per il viaggio visivo di Dalla Velasca alla Velarca, fino alle forme classiche di I busti di Canova a Brera e alle atmosfere fiamminghe di Brueghel all’Ambrosiana. Poco dopo ritorna la scena del palco con Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale, mentre più indietro, avanzando tra i ricordi, emergono le cancellature di Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione, le fortune dolci di Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, i linguaggi di Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, le invasioni silenziose di Valentina Berardinone. Silent Invasion, l’aria sospesa di Balloon Museum - Euphoria Art is in the air, la trasparenza fragile di Fata Morgana. Memorie dall’invisibile, la materia viva di Ivana Bašić. Fantasy Vanishes in Flesh, il mondo scolpito di Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, l’attraversamento intimo di Attraverso le stanze, l’essenzialità di Alison Katz. Foundations, il nuovo sguardo di Somaini. Il mondo nuovo, la malinconia visiva di Nan Goldin. This Will Not End Well, il ritorno al passato con Il Rinascimento di Boccaccino, il racconto sospeso di Tra mito e modernità, la tensione naturale di Somaini sull’orlo del vulcano, la memoria artistica di I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, la rivelazione scientifica di Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, il gioco del MUBA con Connessioni, la nuova mostra del Muba, l’armonia naturale di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e infine il gesto più immediato e diretto di Godwin Champs Namuyimba, che chiude il cerchio con un battito d’arte forte e sincero.


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