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Le mostre che animano Milano e dintorni

Euphoria del Baloon Museum
Euphoria del Baloon Museum

Milano non smette mai di essere un palcoscenico per l'arte. Dicembre porta con sé un'offerta espositiva che attraversa secoli, linguaggi e geografie. Dalle sale più prestigiose agli spazi sperimentali, la città si conferma crocevia di bellezza e pensiero. C'è chi cerca i maestri del passato, chi si lascia sorprendere dalle avanguardie, chi vuole capire cosa significa fare arte oggi. Ogni mostra racconta una storia diversa, ogni spazio offre un punto di vista. Non servono mappe o programmi rigidi: basta lasciarsi guidare dalla curiosità.


GRANDI MAESTRI E RETROSPETTIVE

A Palazzo Reale si può entrare nel laboratorio dell'arte con Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, una mostra che utilizza le tecnologie diagnostiche per svelare i segreti nascosti dietro le opere più celebri. È un viaggio dentro la materia, dentro i pentimenti, dentro le scelte che hanno fatto la storia dell'arte. Non lontano, a Cremona, si celebra il Rinascimento lombardo con Il Rinascimento di Boccaccino, un pittore che ha saputo coniugare la tradizione locale con le novità che arrivavano da Venezia e da Roma, le cui opere parlano di devozione e bellezza, di colore e luce che si fanno preghiera visibile.

All'Ambrosiana torna la dinastia fiamminga più importante con Brueghel all'Ambrosiana, un'occasione per immergersi nei dettagli infiniti delle loro tavole, nei paesaggi popolati da figure minuscole che raccontano il mondo con una precisione quasi ossessiva. A Brera invece i busti neoclassici prendono vita con I busti di Canova a Brera, sculture che hanno definito l'estetica di un'epoca e che ancora oggi parlano di grazia e perfezione formale, quel bianco marmo che diventa carne. Il dialogo tra antichità e modernità prosegue alle Gallerie d'Italia dove si indaga il rapporto tra due capitali con Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo, una mostra che mette in scena la tensione tra mito e ragione, tra il sogno dell'antico e la costruzione del moderno.

Tornando all'Ambrosiana, si può ammirare Lorenzo Lotto. Natività, un capolavoro che racconta la sacralità con quel tocco di umanità che ha reso Lotto uno dei pittori più amati del Cinquecento, capace di far sentire la presenza del divino nella quotidianità. Sempre nello stesso spazio si espone Il Polittico di Monte San Martino, un'opera che testimonia la ricchezza della pittura marchigiana del Quattrocento, quando ogni tavola era un universo di santi e storie.


FOTOGRAFIA E SGUARDI SUL MONDO

Palazzo Reale dedica una grande retrospettiva a Nan Goldin. This Will Not End Well, la fotografa che ha raccontato la sua vita e quella dei suoi amici senza filtri, con una sincerità che brucia ancora oggi. Le sue immagini sono diari visivi di amore, dolore, dipendenza e sopravvivenza, scatti che non cercano la bellezza ma la verità nuda. Al Mudec la natura si fa arte con Wildlife Photographer of the Year, la mostra delle migliori fotografie naturalistiche dell'anno, immagini che sono insieme documento scientifico e pura bellezza, dove ogni scatto racconta l'urgenza della conservazione attraverso l'emozione dello sguardo.

Sempre al Mudec, ma in uno spazio completamente diverso, si può ammirare Chiharu Shiota. The moment the snow melts, un'installazione dell'artista giapponese che gioca con fili rossi e neri per creare spazi di memoria e assenza, dove il vuoto diventa presenza tangibile. Alla Fondazione Forma invece si racconta la guerra attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta con Fede e guerra. Una mostra fotografica all'Ambrosianeum, immagini che non cercano l'eroismo ma la verità dei volti, dei gesti, delle rovine che parlano più delle parole.

Allo Spazio Tadini c'è Walter Rosenblum. Il mondo e la tenerezza, un fotografo americano che ha saputo guardare la quotidianità con affetto e rispetto, trasformando le strade di New York e i volti degli anonimi in poesia visiva. La fotografia emergente trova spazio alla Fondazione Luciana Matalon con Photo Grant di Deloitte 2025, una selezione dei migliori progetti fotografici dell'anno, sguardi giovani che raccontano il presente con linguaggi nuovi. Allo Studio d'Arte Cannaviello invece c'è Ritratto di Famiglie, un progetto che indaga il nucleo familiare attraverso lo sguardo fotografico, quei legami invisibili che tengono insieme le persone.

Il territorio diventa protagonista allo Spazio Labò con Trentino Unexpected, immagini che raccontano la montagna oltre la cartolina, oltre lo stereotipo turistico, restituendo la complessità di un paesaggio abitato. Alla Fondazione BEIC si espone L'Italia sulla neve, una mostra che racconta la storia degli sport invernali nel nostro Paese attraverso fotografie d'archivio che testimoniano come il rapporto con la montagna sia cambiato nel corso del Novecento.


ARTE CONTEMPORANEA E SPERIMENTAZIONE

Alla Triennale si può visitare Somaini. Il mondo nuovo, una retrospettiva dedicata a Francesco Somaini, scultore che ha saputo coniugare organicità e astrazione, creando forme che sembrano emergere dalla terra o dallo spazio profondo. Al Museo del Novecento invece c'è Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, un percorso nell'opera di uno dei più grandi scultori italiani viventi, le cui sfere spezzate e colonne erose hanno ridefinito il rapporto tra interno ed esterno, tra perfezione e disgregazione.

Alla GAM c'è Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, una pittrice che ha attraversato le avanguardie del Novecento con uno stile personalissimo, passando dall'astrazione geometrica a una matericità quasi informale. Alla Fondazione Prada si può vedere Hito Steyerl. The Island, un'installazione video dell'artista tedesca che indaga i flussi globali e le loro contraddizioni, i paradisi fiscali e i deserti digitali dove si nasconde il potere contemporaneo.

Alla Galleria Raffaella Cortese c'è Marina Rheingantz e Anastasia Sosunova, due artiste che dialogano attraverso la pittura e l'installazione, una brasiliana e una russa che trovano punti di contatto nelle atmosfere sospese e nelle memorie frammentate. Allo Studio d'Arte Cannaviello si espone Valentina Berardinone. Silent Invasion, un lavoro che riflette sull'invasione silenziosa della tecnologia nelle nostre vite, su come gli schermi abbiano sostituito gli sguardi e le relazioni.

Alla Basilica di San Simpliciano c'è Igor Eškinja. I segni della Creazione, un'installazione site-specific dell'artista croato che dialoga con lo spazio sacro attraverso materiali poveri e gesti minimali che trasformano la luce in materia. Alla Fondazione Mudima si può visitare Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione, l'artista della cancellatura che ha fatto del gesto di negare un atto creativo, coprendo parole per far emergere il silenzio, l'assenza, il non detto che spesso dice più delle parole stesse.

Alla Galleria Spazio Nuovo si espone Frangi. Nobu at Elba Redux, pitture di Luca Maria Patella che nascono dall'incontro con la natura dell'Elba e con la cultura giapponese, paesaggi che si dissolvono nella luce mediterranea. Alla Galleria Francesca Minini c'è Fabio Mauri. De Oppressione, un artista che ha fatto della riflessione sul potere e sulla storia il centro del suo lavoro, usando il corpo, la parola e l'immagine come strumenti di resistenza intellettuale.

Alla Galleria Milano si può vedere Mario Nigro. Spazio totale 1952-55, opere che hanno segnato la storia dell'astrattismo italiano, quando Nigro cercava di costruire uno spazio totale attraverso linee, piani e cromie essenziali. Al PAC c'è Ketty La Rocca, VALIE EXPORT. Body Sign, due artiste che negli anni Settanta hanno fatto del corpo un campo di battaglia e di liberazione, usando la performance e la fotografia per rivendicare l'autonomia del corpo femminile contro ogni stereotipo e violenza.

Alla Galleria Massimo De Carlo si espone Sonia Costantini e Paola Paronetto. Materia di luce, un dialogo tra scultura e pittura dove la luce diventa materia tangibile, vibrazione cromatica. Alla Galleria Guastalla Arte c'è Marilù S. Manzini. IronicaMente, opere che giocano con l'ironia per parlare del presente, smontando i luoghi comuni attraverso l'intelligenza visiva e la leggerezza apparente che nasconde profondità.

Alla Galleria Melesi si può visitare Ingrid Floss. Chromatic Renaissance, pitture dell'artista sudtirolese che celebrano il colore come esperienza primaria, rinascita cromatica che riporta al centro la gioia pura del vedere. Al Blue Gallery Project c'è Riccardo Ricca. La particella di Dio, un lavoro che mescola arte e fisica quantistica, dove le particelle subatomiche diventano metafora dell'invisibile che regge il visibile.

Alla Galleria Lorenzelli si espone Corrado Levi. Lettre agli amici, opere che sono lettere visive a chi non c'è più, messaggi in bottiglia lanciati nel tempo per mantenere vivo il dialogo con gli assenti. Alla Galleria Frittelli si può vedere Fausto Bianchi. Skía, un lavoro che indaga l'ombra come entità autonoma, non più semplice proiezione ma presenza con dignità propria.


MOSTRE COLLETTIVE E PATRIMONI

Al Museo del Novecento si può visitare la nuova sezione permanente Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, dedicata all'arte performativa e concettuale, dove il gesto e il processo contano più dell'oggetto finito. Alla Pinacoteca di Brera c'è Le Sale dei Lombardi, un nuovo allestimento che valorizza la pittura lombarda dal Quattrocento al Seicento, restituendo dignità a maestri spesso oscurati dai grandi nomi toscani e veneti.

Al Museo Poldi Pezzoli si espone La Collezione Gianni Mattioli, capolavori del Novecento italiano da una delle collezioni private più importanti, dove Morandi, De Chirico e Sironi dialogano con Boccioni e Carrà. Alla Fondazione Luigi Rovati c'è la collezione permanente Fondazione Luigi Rovati, uno spazio ipogeo straordinario dedicato all'arte etrusca e contemporanea, dove il dialogo tra antico e presente crea cortocircuiti temporali sorprendenti.

Alla Fondazione Maria Cristina Carlini si può vedere Fondazione Maria Cristina Carlini, uno spazio che ospita arte contemporanea emergente in un palazzo storico che diventa laboratorio di futuro. Al Museo della Scienza si visita La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida, un'esperienza guidata nello spazio che conserva la memoria del refettorio leonardesco, prima che l'Ultima Cena venisse separata dal suo contesto monastico.

A Morazzone c'è Casa Macchi. A Morazzone, una casa museo che racconta l'arte e la vita di una famiglia lombarda attraverso arredi, quadri e oggetti che restituiscono un'epoca. Sul Lago di Como si espone Dalla Velasca alla Velarca, un progetto che lega l'architettura milanese della Torre Velasca con il territorio lariano, mostrando come il genius loci si trasformi attraverso i secoli.

Al MUST di Vimercate c'è Città. Voci e visioni, una mostra che indaga la rappresentazione urbana nell'arte contemporanea, da come gli artisti hanno raccontato la trasformazione delle metropoli nel Novecento. Alla Fondazione Pino Pinelli si può visitare Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, opere dell'artista milanese che dialogano con il sacro attraverso l'astrazione, dove le forme geometriche diventano preghiera laica.

Alla Cripta di San Sepolcro c'è Sabrina D'Alessandro. Leonardo parlante, un progetto che fa parlare Leonardo da Vinci attraverso l'intelligenza artificiale, ricostruendo la sua voce, i suoi pensieri, le sue ossessioni nello spazio sotterraneo dove Milano custodisce le sue radici più antiche. Al Museo Diocesano si espone Ambrosius. Il Tesoro della Basilica, i tesori della Basilica di Sant'Ambrogio in una mostra straordinaria che racconta la storia di Milano attraverso reliquiari, codici miniati e arredi sacri.

Al Museo del Risorgimento c'è Si combatteva qui! Italia 1943-1945, documenti e testimonianze degli anni della Liberazione, quando Milano era teatro di scontri, rastrellamenti, speranze e tradimenti. Alla Triennale si può vedere Oltre il futurismo., un'indagine su cosa è venuto dopo la stagione futurista, su come quegli artisti abbiano affrontato il ritorno alla realtà dopo l'utopia della velocità e della guerra.

All'Accademia di Brera si espone India. Di bagliori e fughe, un progetto che racconta l'India contemporanea attraverso gli occhi di artisti che vivono tra tradizione e globalizzazione, tra misticismo e tecnologia. Alla Fondazione BEIC c'è I Giochi Olimpici. 3000 anni di storia, un viaggio nella storia dello sport dall'antichità a oggi, dalle Olimpiadi greche alle polemiche contemporanee, passando per propaganda, simboli e utopie di pace.

All'Ospedale Maggiore si può visitare Sfumature artistiche e Microchirurgia, un progetto che lega arte e medicina mostrando come il gesto del chirurgo e quello dell'artista condividano precisione, intuizione e cura. Alla Triennale c'è DDL. Il pensiero oltre il design, una riflessione sul ruolo del design nella società contemporanea, su come gli oggetti che usiamo ogni giorno plasmino non solo gli spazi ma anche i pensieri.


MOSTRE IMMERSIVE E FAMILY

Al Muba si può visitare Connessioni, la nuova mostra del Muba, un percorso interattivo pensato per i bambini che indaga le relazioni, i legami invisibili che tengono insieme le cose, le persone, le idee, attraverso giochi e installazioni che rendono tangibile l'astratto. A Sesto San Giovanni c'è Balloon Museum - Euphoria Art is in the air, un museo gonfiabile dove l'arte diventa esperienza fisica e giocosa, dove si può entrare nelle opere, saltare, toccare, sentirsi parte di un'installazione che respira. Lo stesso museo propone altre edizioni con Euphoria, Art is in the air: a Milano arriva il Balloon Museum (e i biglietti sono in sconto) e Attrazioni, realtà aumentata e creatività: a Milano arriva il Museo dell'Impossibile, dove realtà aumentata e tecnologia creano esperienze immersive che sfidano la percezione.

Al Mudec si celebra l'illusione con Mostra "Escher" al Mudec, le geometrie impossibili del maestro olandese che hanno sfidato la percezione, scale che salgono e scendono contemporaneamente, mani che si disegnano da sole, mondi che si trasformano l'uno nell'altro senza soluzione di continuità. Alla Fabbrica del Vapore c'è I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un'eredità, un percorso tra Dalì, Mirò e Picasso che mostra come tre geni abbiano attraversato il Novecento con linguaggi diversissimi ma ugualmente rivoluzionari. La stessa mostra si replica in altre date con Dalì, Mirò e Picasso: I Tre Grandi di Spagna in mostra alla Fabbrica del Vapore di Milano, permettendo a più persone di immergersi nel surrealismo catalano.

Ai Giardini Montanelli arriva Villaggio delle meraviglie, un percorso natalizio tra installazioni luminose e mercatini dove l'arte si mescola alla festa, dove le luci trasformano gli alberi in sculture e i bambini corrono tra opere che sembrano uscite da un libro di fiabe. Al Mudec si può visitare Storie Nascoste nella Cucina degli Anime, una mostra che indaga il cibo nella cultura giapponese attraverso gli anime, mostrando come ramen, bento e onigiri siano molto più che semplici piatti ma racconti di solitudine, famiglia, identità. A Magenta si tiene La favola bianca, un evento natalizio con installazioni artistiche che trasformano la città in un racconto di neve e luce.


ARTISTI EMERGENTI E SPAZI ALTERNATIVI

Alla Galleria Still si espone Jack Vettriano, il pittore scozzese delle atmosfere noir e dei balli notturni, quelle scene dove coppie danzano sulla spiaggia o in sale da ballo deserte, dove il desiderio si mescola alla malinconia e ogni figura sembra portare un segreto. Alla Fondazione Marconi c'è Gillo Dorfles. Ibridi e Personaggi, le opere pittoriche del grande critico e filosofo dell'arte, mostrate in una mostra che rivela il Dorfles artista, quello che dipingeva figure antropomorfe e creature ibride quando non scriveva di gusto e kitsch.

Allo Spazio Nibe c'è Un nuovo "Flashdance" inaugura la stagione del Nazionale, un progetto che mescola teatro, danza e arti visive in una rivisitazione del film cult degli anni Ottanta. Al Centro Culturale di Milano si tiene "A Pa'-Sei capolavori per ricordare Pasolini", una rassegna cinematografica che è anche omaggio visivo al regista poeta, dove ogni film diventa occasione per parlare di impegno civile e bellezza scandalosa. Al Teatro Menotti va in scena Al Teatro Menotti Federico Buffa per "Le Olimpiadi del 1936", uno spettacolo dove il narratore sportivo racconta lo sport attraverso le immagini d'archivio, mostrando come le Olimpiadi di Berlino siano state teatro di propaganda ma anche di ribellione umana.


DOMENICA AL MUSEO

Non dimenticare la prima domenica del mese con Domenica al Museo, l'iniziativa che rende gratuiti i musei statali, un'occasione per visitare senza fretta, per tornare dove già si è stati, per scoprire quello che ancora non si conosce, per lasciarsi sorprendere da un quadro che non si era mai notato prima.

Dicembre a Milano è anche questo: un invito continuo a guardare, a fermarsi davanti a un'opera, a lasciarsi sorprendere. Non serve vedere tutto, basta scegliere quello che risuona di più. L'arte non si esaurisce mai, aspetta solo di essere incontrata.


 
 
 

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