Il caldo abbraccio di cosa fare a Milano, oggi 23 novembre. Taac!
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- 23 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min

Oggi la città sembra non voler rallentare un secondo e te ne accorgi subito quando ti trovi davanti al pianoforte che risuona nello “Scarlatti Festival Milano“ alla Chiesa Rossa, un’atmosfera che ti entra nelle orecchie come fosse un caldo abbraccio prima di scivolare verso la precisione elegante de Gli 80 anni del Quartetto italiano al Cielo sotto Milano, mentre poco più avanti si apre la parentesi intima di “Novecento“ si conclude alla Biblioteca dell’Incoronata e quella più luminosa di Giancarlo Grande al pianoforte all'Umanitaria. Intanto torna quell’emozione che ti fa stringere lo sguardo quando parte “Clementi plays Bach“ allo Spazio Teatro 89 e da lì si risale nel flusso più vivace che corre per le vie.
Poco più avanti la scena cambia di colpo e arriva l’energia di Anna, tre sere al Forum, seguita subito dall’ironia spigolosa di “Quiver - Fra festa e protesta“ per “Exister“, mentre le luci del teatro si accendono sulla delicatezza malinconica di Al Gerolamo tra Edith Piaf e Marilyn. Nel frattempo si fa spazio la dolcezza narrativa di Storia d’amore e alberi e l’avventura immaginata di Viaggio fantastico nel sottosuolo, mentre a qualche passo di distanza emergono le foto intime di Ritratto di Famiglie e l’aria fresca di Trentino Unexpected.
La città vibra poi della frenesia solidale del Mercatino di Natale benefico di CasAmica 2025, mentre in un altro angolo si apre il teatro satirico di Pacta Salone: La fattoria degli animali e l’indagine che prende forma con Teatro Leonardo: La prima indagine di Montalbano. Intanto il profumo intenso del “L’abilità Christmas Market” alla Fondazione Riccardo Catella si mescola al rombo lucente di Auto Classica e alla generosità sentita del Charity Shop di Natale di Opera Cardinal Ferrari, che compare ben due volte come un richiamo costante.
Poco più avanti il passo rallenta davanti al rigore grafico di Gillo Dorfles. Ibridi e Personaggi e alla dolcezza cinematografica che arriva con Jack Vettriano, mentre in un’altra sala si accende la curiosità per I Virtuosi Italiani al Dal Verme per i Pomeriggi Musicali. Poi la giornata scivola nella profondità di Giovanna dei disoccupati e nel ricordo vivissimo di “Moira per sempre“: performance e incontri per Moira Orfei, mentre gli spazi si aprono con la potenza di La “Riccardo Muti Italian Opera Academy” a Fondazione Prada e con l’installazione sospesa di Chiharu Shiota. The moment the snow melts.
Restando dentro questo flusso si accende l’anima ironica di Profondamente Damiano, poi arriva il richiamo iconico del “Rocky Horror Show" torna al Tam con Jason Donovan, seguito dal taglio teatrale di La fregatura di avere un'anima e dall’eleganza malinconica di La principessa di Lampedusa, prima di tuffarsi nell’universo materico di Mario Ceroli. Teatro domestico.
Più avanti entra in scena il movimento pieno di “Linecheck 2025” da Base, si mescolano gli sguardi del Filmmaker Festival, si stringe la tensione di Teatro Gerolamo: V13 e si accendono i Giardini del Montanelli con il Villaggio delle meraviglie. Intanto si allargano le immagini immense di Wildlife Photographer of the Year, poi torna la fantasia di Storie Nascoste nella Cucina degli Anime e la frenesia sorridente del “Mercatino di beneficenza moda e vintage” alla parrocchia di S. Maria Incoronata.
Poi la città riprende un ritmo narrativo passando da Teatro Fontana: La città dei vivi all’astrazione elegante di Yuji Mizuta. Simulacrum, alla memoria viva di Si combatteva qui! Italia 1943-1945, alla potenza scenica di Teatro Strehler: Riccardo III e alle ombre morbide de Il vedovo. Più avanti si riapre lo spazio per L’angelo del focolare, per le linee moderne di Oltre il futurismo, per la fiaba delicata di La bella mai addormentata e per la poesia sospesa di Quando l’essenziale è invisibile.
E mentre vai verso l’inizio della lista ti ritrovi dentro il ricordo presente di “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini”, nella coralità luminosa di Formae. Mostra collettiva, nelle domande aperte di Wild. Chi ricorda Edward Snowden?, nella purezza di Bianco. Mostra collettiva e nel respiro leggero di Domenica al Museo.
Poi si passa per l’ironia brillante di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, per i colori pieni di Frangi. Nobu at Elba Redux, per le voci urbane di Città. Voci e visioni e per le forme sospese di Igor Eškinja. I segni della Creazione, prima di arrivare alla quiete pittorica di Lorenzo Lotto. Natività, alla memoria fotografica di Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum e all’eredità forte di I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità.
Da lì tutto scorre nel racconto intenso di Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“, nelle geometrie ipnotiche della Mostra “Escher” al Mudec, nella materia luminosa di Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, nei dettagli eleganti della Fondazione Luigi Rovati, nelle sale antiche delle Sale dei Lombardi, nella pace leggera di Casa Macchi. A Morazzone, nella collezione preziosa di La Collezione Gianni Mattioli e nella cura della visita de La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida.
E mentre ti avvicini davvero all’inizio di tutto, rivedi la forza materica di Fondazione Maria Cristina Carlini, la poesia incisiva di Federica Galli. La Signora degli alberi, i percorsi concettuali del Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, il viaggio architettonico di Dalla Velasca alla Velarca, la forma pura di I busti di Canova a Brera e la ricchezza visiva di Brueghel all’Ambrosiana.
E così si chiude, all’ultimo respiro, con la danza brillante di Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale, con la potenza simbolica di Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione, con le pennellate di Mariateresa Carbonato. Spazi, segni e colori, con il sorriso di Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, con l’eleganza minimale di Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, con la quiete inquieta di Valentina Berardinone. Silent Invasion, con l’immaginazione espansa del Balloon Museum - Euphoria Art is in the air, con le ombre leggere di Fata Morgana. Memorie dall’invisibile, con il corpo reinventato di Ivana Bašić. Fantasy Vanishes in Flesh e con l’impatto politico di Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, prima di arrivare al respiro lento di Attraverso le stanze, alla potenza pulita di Alison Katz. Foundations, al gesto forte di Ludovic Nkoth. Physical Proof, alla visione moderna di Somaini. Il mondo nuovo, alla luce sferzante di Nan Goldin. This Will Not End Well, al Rinascimento riletto di Il Rinascimento di Boccaccino, al viaggio tra Tra mito e modernità, alla terra viva di Somaini sull’orlo del vulcano, alla storia dei I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, allo stupore di Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, alla leggerezza presente di Connessioni, la nuova mostra del Muba, alla natura in movimento di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e infine alla quiete che chiude tutto con Godwin Champs Namuyimba.
Taac!

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