Il vibrante racconto di Milano Eventi de l'11 ottobre. Taac!
- 11 nov 2025
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Milano oggi vibra forte, con palchi accesi, orchestre in prova, schermi che illuminano cortili e gallerie che profumano di vernice fresca, e si comincia dal presente, con la voce che sale da Rkomi al Teatro degli Arcimboldi mentre dall’altra parte della città torna la melodia in grande formato di Luca Carboni, il ritorno al Forum, e il corridoio dei club pulsa tra il respiro new wave dei Psychedelic Furs al Fabrique e la potenza elettrica dei Halestorm all’Alcatraz, con i cori che si intrecciano all’energia cruda dei New Model Army al Legend Club; intanto i lampioni dei Navigli riflettono il pop luminoso di chiamamifaro ai Magazzini Generali e, poco più in là, la raffinatezza da camera incontra l’equilibrio perfetto tra archi e respiro con Il Quartetto di Cremona & il Quartetto Goldberg e l’eleganza ciclica de I Martedì del Quartetto, mentre la grande scena alza il sipario con “Serata Forsythe – The Blake Works“ alla Scala e il Duomo si riempie di archi e riverberi con “Serenate romantiche“ in Duomo con i Cameristi della Scala; tra un applauso e l’altro si passa al cinema con “Michel The Animals I Am“ e la delicatezza di L’angelo del focolare, si apre una parentesi curiosa con BookCity “Violenza e videogiochi: destrutturare le idee e i pregiudizi sugli spazi videoludici” e si va a bottega d’attore con Lezione Speciale “La mani nel cinema“ con Adriano Giannini; più avanti il percorso espositivo incrocia manifesti e avanguardie con Oltre il futurismo e il sorriso torna in platea con Il vedovo.
Poi si scivola nei giorni appena passati e resta nell’aria la carezza visiva di Quando l’essenziale è invisibile insieme al racconto fiabesco de La bella mai addormentata, mentre prima ancora la città ha fatto spazio alla memoria con “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini” e ha dato voce al teatro civile in “Apriamo le gabbie“ a Pacta Salone.
Restando in tema di corse e scintille si torna tra padiglioni e padiglioni con Eicma 2025, si fruga tra storie e armadi con “Un sacco Vintage” per Fondazione Arché, si ritrova la bellezza dell’antiquariato con AMART 2025 e si riscopre un classico vivo e tagliente con “La locandiera” di Andrea ChioDI; intanto i riflettori musicali tengono il ritmo con Carmen Consoli agli Arcimboldi e la festa collettiva di Bresh al Forum.
Scendendo ancora si rivedono sale piene per Formae. Mostra collettiva e palchi d’opera con “Così fan tutte“, poi si torna ai percorsi tematici tra fotografie e coscienza digitale con Bianco. Mostra collettiva e Wild. Chi ricorda Edward Snowden?, si entra in platea per Teatro Elfo Puccini: Palma Bucarelli e l’altra resistenza e si gioca con metateatro e inganni in Teatro Carcano: Ciarlatani, mentre la grande lirica torna in scena con La Fille du régiment torna alla Scala e il racconto pittorico prende corpo in Un bès – Antonio Ligabue; nel frattempo i musei si fanno casa di tutti grazie a Domenica al Museo e la parola incontra l’invenzione con Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante.
Più indietro la città ha giocato con prospettive e città interiori in Città. Voci e visioni, ha ritrovato un’isola di immagini in Frangi. Nobu at Elba Redux e ha guardato da vicino i processi dell’immagine in Igor Eškinja. I segni della Creazione; poi il percorso si è fatto classico e teatrale con Lorenzo Lotto. Natività e una scia di palcoscenici che hanno attraversato emozioni e repertorio con Piccolo Teatro Strehler: Re Lear, Teatro Franco Parenti: Anna Cappelli, L’importanza di chiamarsi Ernesto, Strappo alla regola Teatro Manzoni e PACTA Salone: Interrogatorio a Maria; la fotografia ha ritrovato senso e memoria con Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum e la pittura ha ricucito tradizioni con I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità, mentre l’occhio grafico ha giocato con illusioni in Mostra “Escher” al Mudec e il racconto sportivo si è fatto epico in Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“.
Ancora qualche passo e si rientra nelle sale dove il gesto diventa pittura con Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, poi ci si lascia guidare tra stanze e collezioni con La Sala del Cenacolo. Al Museo della Scienza con la guida e La Collezione Gianni Mattioli, si fa una deviazione fuori porta per Casa Macchi. A Morazzone e si rientra tra capitelli e tavole con Le Sale dei Lombardi e la narrazione archeologica di Fondazione Luigi Rovati.
Da lì si torna ai grandi nomi custoditi e riscoperti con Brueghel all’Ambrosiana, ci si ferma davanti ai gessi e ai ritratti con I busti di Canova a Brera, si attraversa Milano e il suo lago immaginario con Dalla Velasca alla Velarca, e si chiude l’anello con percorsi che raccontano processi e poetiche in Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, l’incisione narrata in Federica Galli. La Signora degli alberi, la materia in dialogo di Fondazione Maria Cristina Carlini, il sogno pittorico di Gigi Pedroli. La poesia del sogno e il respiro classico e familiare di Teatro Elfo Puccini: Erano tutti miei figli, mentre l’istituzione del design apre domande in 24 Esposizione Internazionale di Triennale. Disuguaglianze.
Infine, come un album che si sfoglia a ritroso, si ricompone il quadro delle grandi personali e dei progetti diffusi con Godwin Champs Namuyimba, le fotografie immerse nella natura di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature, la scoperta tattile e giocosa di Connessioni, la nuova mostra del Muba, l’incontro tra laboratorio e capolavoro in Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, la genealogia pittorica di I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, la materia che preme e vibra in Somaini sull’orlo del vulcano e il dialogo denso di Tra mito e modernità, con il canto vegetale di Jorge Cavelier. Il canto dell’acqua, la riscoperta cinquecentesca de Il Rinascimento di Boccaccino, la cronaca intima di Nan Goldin. This Will Not End Well, il progetto scultoreo in Somaini. Il mondo nuovo, la pittura corposa di Ludovic Nkoth. Physical Proof e la ricerca pittorica di Alison Katz. Foundations; ci si muove nelle case della visione con Attraverso le stanze, si attraversano segni e memorie in Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, si scopre il corpo fragile dell’immagine con Ivana Bašić. Fantasy Vanishes in Flesh e le apparizioni di Fata Morgana. Memorie dall’invisibile, mentre l’installazione pop e leggera riempie di sorrisi Balloon Museum - Euphoria Art is in the air; il filo prosegue con la lieve invasione di Valentina Berardinone. Silent Invasion, l’astrazione misurata di Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, il gioco concettuale di Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, il colore in equilibrio di Mariateresa Carbonato. Spazi, segni e colori, la parola che cancella e rivela in Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione e la scintilla pop di Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale.
Tutto qui, in un unico respiro: la città che suona, espone, racconta e si accende a ogni angolo; basta scegliere una porta, entrare, e lasciarsi portare dal flusso.


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