Le "good vibrations" di cosa fare a Milano, oggi 22 novembre. Taac
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- 22 nov 2025
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Oggi Milano parte già con un’energia che non si ferma un attimo, e la senti salire subito quando ti ritrovi immerso nelle vibrazioni quando ti ritrovi immerso nelle vibrazioni crude e pulsanti di “Lacrima” al Fabrique, che ti entra addosso come un lampo e ti trascina subito nella corsa ipnotica di The Chemical Brothers ai Magazzini Generali, mentre intanto da un’altra parte della città si accende la nostalgia leggera di “We love 2000” al Circolo Magnolia. Poco più avanti esplode la potenza scura di Richie Hawtin all’Alcatraz, mentre a teatro prende vita il debutto di “Piacere Marcello“ al Teatro della Memoria e in parallelo il Forum vibra per Anna, tre sere al Forum. Restando nel flusso tornano i suoni pieni di Gabriele Laura al pianoforte per “Musica al Tempio”, poi l’ironia intrecciata di “Quiver - Fra festa e protesta“ per “Exister“ e l’atmosfera sospesa di Al Gerolamo tra Edith Piaf e Marilyn.
Intanto in Scala si accende Daniel Baremboin inaugura la stagione sinfonica della Scala, mentre poco più in là si aprono gli spazi narrativi di “Il Settimo Presidente” con ospiti e le note intime di Giulio Mercati per i “Concerti spirituali a Sant’Angelo“. Nel frattempo i ricordi tornano a farsi sentire con All'Auditorium Di Vittorio musiche e letture poetiche in ricordo di Pier Paolo Pasol e poi con il virtuosismo di Bruno Canino & Antonio Ballista in Sala Verdi per il 70° d'attività. Restando sulla stessa scia si aprono le immagini di Storia d’amore e alberi e l’avventura leggera di Viaggio fantastico nel sottosuolo, mentre tra le librerie spunta la tenerezza della Pterodattila Martina: lettura e lab alla Hoepli e subito dopo il respiro più forte di Il tuo corpo è tuo.
Poi arriva la luce morbida di Trentino Unexpected e l’intimità visiva di Ritratto di Famiglie, mentre un po’ più avanti si balla con Brand New Heavies al Blue Note e si respira la solidarietà calda del Mercatino di Natale benefico di CasAmica 2025. Nel frattempo le parole prendono forma con Pacta Salone: La fattoria degli animali, poi la scena si apre a Teatro Leonardo: La prima indagine di Montalbano, mentre fuori i profumi cambiano direzione con il Bollito alla Rampina e l’ironia di Chiacchiere & Ospiti: “Lasciatemi morire ridendo”.
Da qui tutto si muove verso Maratona “Animazione in corto”, poi nelle vibrazioni sacre di La Cappella Musicale del Duomo per Palestrina, nella musica elegante di Carlo Mascheroni al cembalo in San Cristoforo e nella sala raccolta di “40 secondi” con Alfieri in sala. Più avanti si entra nelle armonie di Dardust al Teatro San Babila, nella carica piena di Clementino al Fabrique, nelle atmosfere benefiche di “Clubbing for a cause” da Arca e nel ritorno nostalgico di Sottotono all’Apollo.
Scendendo ancora si arriva al tocco più intimo de Il pianista Diego Petrella alla Biblioteca di Baggio, e da lì la scena si allarga con Jack Vettriano, il segno conciso di Gillo Dorfles. Ibridi e Personaggi, le linee armoniche de I Virtuosi Italiani al Dal Verme per i Pomeriggi Musicali e poi ancora le parole aperte di Contro fake news e bufale: All you can news.
E mentre tutto scorre, si torna al cinema con Giovanna dei disoccupati, all’omaggio luminoso di “Moira per sempre“: performance e incontri per Moira Orfei, all’eleganza sospesa della “Riccardo Muti Italian Opera Academy” a Fondazione Prada e alla trama delicata di Chiharu Shiota. The moment the snow melts, fino a ritrovarti davanti alla forza piena di Profondamente Damiano, al ritorno cult del “Rocky Horror Show" torna al Tam con Jason Donovan e all’intensità teatrale de La fregatura di avere un'anima, che tornano a legarsi alla scena più intima de La principessa di Lampedusa e al mondo materico di Mario Ceroli. Teatro domestico.
Da lì la voce si allarga con “Linecheck 2025” da Base, si intreccia ai mondi del Filmmaker Festival, si piega nelle tensioni di Teatro Gerolamo: V13 e si illumina nei Giardini con il Villaggio delle meraviglie. Poi la giornata si apre alle fotografie immense di Wildlife Photographer of the Year, al mondo immaginato di Storie Nascoste nella Cucina degli Anime e alla vivacità del “Mercatino di beneficenza moda e vintage” alla parrocchia di S. Maria Incoronata.
Entrando nelle sue parti più intime Milano poi passa per Teatro Fontana: La città dei vivi, per l’astrazione limpida di Yuji Mizuta. Simulacrum, per la memoria piena di Si combatteva qui! Italia 1943-1945, per la scena feroce di Teatro Strehler: Riccardo III e per la tenerezza sospesa di Il vedovo, fino ad arrivare alla forza che pulsa in L’angelo del focolare, alla modernità aperta di Oltre il futurismo, alla fiaba luminosa de La bella mai addormentata e alla riflessione sospesa di Quando l’essenziale è invisibile.
E mentre scivoli verso la fine della lista ti ritrovi dentro la memoria vibrante di “A Pa’-Sei capolavori per ricordare Pasolini”, nelle superfici condivise di Formae. Mostra collettiva, nelle domande aperte di Wild. Chi ricorda Edward Snowden?, nelle tonalità pulite di Bianco. Mostra collettiva e nell’abbraccio leggero di Domenica al Museo.
Per poi tornare ancora più indietro e ritrovarti davanti alla scintilla ironica di Sabrina D’Alessandro. Leonardo parlante, ai colori pieni di Frangi. Nobu at Elba Redux, ai respiri urbani di Città. Voci e visioni, ai segni sospesi di Igor Eškinja. I segni della Creazione, alla dolcezza pittorica di Lorenzo Lotto. Natività, alla memoria fotografica di Fede e guerra. Una mostra fotografica all’Ambrosianeum e infine all’eredità profonda di I tre grandi di Spagna. Tre visioni, un’eredità.
Poi la voce si fa limpida davanti alla presenza di Al Teatro Menotti Federico Buffa per “Le Olimpiadi del 1936“, alla geometria brillante della Mostra “Escher” al Mudec, ai colori compatti di Pino Pinelli. Disseminazione Sacra, ai dettagli preziosi della Fondazione Luigi Rovati, ai saloni antichi de Le Sale dei Lombardi, alla luce rarefatta di Casa Macchi. A Morazzone, alla poesia collezionata di La Collezione Gianni Mattioli e alla guida certosina de La Sala del Cenacolo al Museo della Scienza con la guida.
E proprio quando pensi di aver finito, Milano fa ancora un giro e ti porta davanti alla materia viva di Fondazione Maria Cristina Carlini, alla poesia grafica di Federica Galli. La Signora degli alberi, al percorso concettuale del Museo del 900: Galleria Gesti e Processi, al viaggio architettonico di Dalla Velasca alla Velarca, alla scultura pura di I busti di Canova a Brera e alla narrazione ricchissima di Brueghel all’Ambrosiana.
E così poi arrivi all’esplosione teatrale di Un nuovo “Flashdance“ inaugura la stagione del Nazionale, alla forza simbolica di Emilio Isgrò. Cancellatura e Creazione, ai colori pieni di Mariateresa Carbonato. Spazi, segni e colori, all’ironia sottile di Cristiano Tassinari. Fortune Cookies, al segno gentile di Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo, al silenzio inquieto di Valentina Berardinone. Silent Invasion, alla fantasia espansa del Balloon Museum - Euphoria Art is in the air, alle visioni sottili di Fata Morgana. Memorie dall’invisibile e al corpo trasfigurato di Ivana Bašić. Fantasy Vanishes in Flesh.
Fino a chiudersi, come un respiro lento che resta nell’aria, sulla materia viva di Arnaldo Pomodoro. Memorie, luoghi e visioni, sul passo morbido di Attraverso le stanze, sul tratto deciso di Alison Katz. Foundations, sulla presenza forte di Ludovic Nkoth. Physical Proof, sul mondo aperto di Somaini. Il mondo nuovo, sulla luce tagliente di Nan Goldin. This Will Not End Well, sul Rinascimento ritrovato di Il Rinascimento di Boccaccino, sul viaggio sospeso di Tra mito e modernità, sulla materia viva di Somaini sull’orlo del vulcano, sulla storia dei I Bisi. Una famiglia di pittori milanesi, sull’intreccio di Art from inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, sulla leggerezza piena di Connessioni, la nuova mostra del Muba, sul movimento naturale di Ruggero Rosfer. Dancing with Nature e infine sulla quiete profonda di Godwin Champs Namuyimba, che chiude tutto come una nota che rimane addosso senza fare rumore.
TAAC!

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